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Confermata in via definitiva dalla Cassazione la condanna di 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour coinvolto nella morte di due rapinatori nel suo negozio nell'aprile 2021.
La difesa dell'imputato aveva presentato un ricorso contro la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino, ma è stato respinto. Inizialmente condannato a 17 anni in primo grado dal tribunale di Asti, il gioielliere ha sempre sostenuto di aver sparato per difendere sé stesso e la sua famiglia presente durante la rapina. Tuttavia, secondo l'accusa, i colpi sono stati sparati quando i rapinatori stavano fuggendo e il pericolo era cessato. A dicembre, la Corte d’Assise d’Appello di Torino aveva ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, rispetto ai 17 anni previsti inizialmente.
A marzo la difesa di Mario Roggero aveva depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza sostenendo che "fu legittima difesa". "È finita sto passando gli ultimi minuti con i miei familiari prima di costituirmi in carcere. Ho preso atto che i giudici di Roma hanno voluto condannarmi a 14 anni e nove mesi di reclusione come nei giudizi precedenti quindi hanno voluto darmi l’ergastolo”. Così, seduto in auto, Mario Roggero affida il suo messaggio ai social appresa la decisione della Cassazione. “Ringrazio in quest’occasione tutti coloro che mi sono stati vicino, tutti voi che mi siete stati vicino sia materialmente che moralmente e adesso dovrò passarvi il testimone per portare avanti una legge che sia veramente contro le ingiustizie e contro la criminalità, sempre più dilagante. Quindi, un grande grande abbraccio a tutti voi sarete voi la mia voce. Grazie mille a tutti”, conclude.
“Sorpresi e amareggiati, attendiamo motivazioni poi valuteremo Strasburgo’ “Mario Roggero e’ rimasto molto male, e’ profondamente deluso, è arrabbiato, ma l’umore non e’ di chi piange o frigna, anzi, ma l'ho sentito combattivo vittima di un'ingiustizia passata in giudicato, ma pur sempre un’ingiustizia”. Cosi’ all’Adnkronos Stefano Marcolini, legale di Mario Roggero.
“Come il collegio difensivo anche noi siamo sorpresi e amareggiati confidavamo ovviamente in un esito diverso altrimenti non avremmo fatto il ricorso in Cassazione, abbiamo capito che è andata male però da giuristi vogliamo capire perché è andata male vogliamo leggere le motivazioni”, ha aggiunto Marcolini - e poi c’e’ Strasburgo, non ne abbiamo parlato mai per scaramanzia, ma c'è sempre il quarto grado di giudizio che appunto e’ Strasburgo. C’e’ una grandissima perché confidavamo in questo ricorso e la delusione è ancora più grande quando senti pronunciare il rigetto di un ricorso senza vagliare ipotesi alternative”, ha aggiunto, sempre all’Adnkronos, Sergio Novani che coordina il collegio difensivo come analista processuale insieme al legale Stefano Marcolini. “Al momento non possiamo fare altro che attendere le motivazioni e poi procederemo, credo, davanti alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, non ci rimane altro da fare”, ha ribadito.








