Una serata di altissima tensione ha trasformato alcune zone di Torino in un campo di scontro dopo il corteo nazionale legato all’area antagonista per Askatasuna. Con il calare del buio, gruppi di autonomi e anarchici si sono staccati dalla manifestazione principale e hanno tentato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine, dando il via a violenze che si sono protratte per oltre un’ora e mezza.

Assalti dietro il Campus Einaudi e in corso Regina Margherita

Gli scontri si sono concentrati prima in corso Regina Margherita 47, storica sede del centro sociale sgomberato lo scorso dicembre, e successivamente nell’area alle spalle del Campus Luigi Einaudi.

Bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali ricavati da tubi metallici sono stati lanciati contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento. In strada è volato tutto ciò che era a portata di mano: sedie dei locali chiusi, pali stradali divelti, carrelli e masserizie.

Durante i disordini sono stati incendiati cassonetti e persino un blindato della polizia, spento dagli stessi agenti. Il bilancio provvisorio parla di almeno una trentina di feriti tra le forze dell’ordine.

La linea dura del governo

Durissimo il commento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: "Uno sgombero legittimo usato come pretesto per violenze organizzate. A Torino non manifestanti ma nemici dello Stato".

Ancora più netto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, riferendosi al video dell’aggressione a un agente: "Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l'urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare".

E ha aggiunto: "La settimana prossima discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo". Secondo quanto comunicato dal Quirinale, Piantedosi ha avuto un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha espresso solidarietà all’agente aggredito e a tutti i poliziotti feriti.

Il racconto dell’agente pestato

Tra gli episodi più gravi, il pestaggio di Alessandro Calista, un poliziotto del Reparto mobile di Padova, colpito anche con un martello: "Mi sono ritrovato da solo tra gli incappucciati, non so quanti fossero, ma erano tanti, sono finito per terra, ho perso il casco mentre mi prendevano a calci, ho provato a proteggermi la testa, poi ho sentito un dolore terribile alla coscia". Il 29enne (sposato e padre di un figlio) ha poi rassicurato: "Sto bene e vi ringrazio per la vicinanza, ho fatto solo il mio dovere".

L'agente, secondo fonti del sindacato di polizia SIAP, avrebbe riportato la frattura del bacino e di alcune costole oltre a una ferita al polpaccio.

La visita di Meloni ai feriti e la solidarietà delle istituzioni

La premier si è recata all’ospedale Molinette di Torino per far visita agli agenti rimasti feriti, accompagnata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Al momento sarebbero due i poliziotti ricoverati. Solidarietà è arrivata anche dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo: "Un attacco a chi opera per la tutela dell'ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini è un attacco allo Stato".

Sindacato di polizia: “Violenza militarmente organizzata”

Durissimo anche il commento del segretario generale di ES Polizia, Vincenzo Chianese: “Le immagini che arrivano da Torino sono inequivocabili e non consentono alcuna giustificazione: si tratta di violenze di livello inaudito, ancora una volta programmate e militarmente organizzate ed esige l’immediata condanna di tutte le forze politiche, anche locali, senza sfumature o cavilli di sorta: si tratta di delinquenti che non hanno alcuna attenuante”.

E l’allarme finale: “Il sacrosanto diritto di manifestare pacificamente rischia di essere compromesso insieme all’altrettanto sacrosanto diritto dei Servitori dello Stato di tornare a casa incolumi… perché, se non reagiranno adeguatamente tutte le forze politiche, prima o poi ci scapperà il morto”.