Una serata di violenza ha trasformato il centro di Torino in un teatro di scontri dopo il corteo nazionale legato all’area antagonista e anarchica. Con il calare del buio, alcuni gruppi si sono staccati dalla manifestazione principale per tentare di forzare i cordoni delle forze dell’ordine, dando il via a un lungo confronto culminato in una vera e propria guerriglia urbana.

Le tensioni si sono concentrate prima in corso Regina Margherita, nei pressi dello storico centro sociale Askatasuna, sgomberato di recente, e poi nell’area dietro il Campus Luigi Einaudi. Bottiglie, pietre, fumogeni e razzi artigianali sono stati lanciati contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni e cariche di alleggerimento nel tentativo di disperdere i manifestanti.

Durante gli scontri sono stati incendiati cassonetti, masserizie accatastate lungo le strade e persino un mezzo blindato della polizia, spento dagli stessi agenti. Sedie dei locali chiusi, pali stradali e carrelli della spesa sono stati divelti e utilizzati come armi improprie. Il bilancio provvisorio parla di almeno undici feriti tra le forze dell’ordine. Nel caos sono finiti anche alcuni giornalisti, presi di mira, aggrediti e costretti ad allontanarsi mentre venivano distrutte le attrezzature di lavoro.

Durissima la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito quanto accaduto “uno sgombero legittimo usato come pretesto per violenze organizzate”, parlando apertamente di “nemici dello Stato” e non di semplici manifestanti. In un video diffuso sui social si vede un agente colpito durante gli scontri: il poliziotto ha riportato fratture alle costole, al bacino e una grave ferita al polpaccio.

Dopo oltre un’ora e mezza di tensione, la situazione è gradualmente rientrata, ma l’area è rimasta segnata da incendi, detriti e danni. Una giornata che si è chiusa con un clima pesante e con l’ennesimo episodio di violenza urbana al centro del dibattito politico e sociale.