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Le ondate di calore continuano a mettere in difficoltà cozze, vongole e le produzioni ittiche di lagune e stagni, ma non rallentano l'espansione del granchio blu. A lanciare l'allarme è Confcooperative Agroalimentare e Pesca, che segnala un peggioramento della situazione lungo gran parte delle coste italiane, dall'Alto Adriatico al Tirreno.
L'area più colpita resta il Delta del Po, ma la presenza della specie è ormai consolidata anche nella Laguna di Venezia, nelle lagune di Grado e Marano, lungo le coste di Veneto, Romagna, Marche, Abruzzo e Puglia, oltre che a Orbetello, alla foce dell'Arno, in Sardegna, Sicilia e Calabria. In Friuli Venezia Giulia, nei primi quattro mesi del 2026, è stato pescato un quantitativo di granchi pari a quello dell'intero 2025 e l'invasione interessa ormai anche il mare aperto.
"Il Delta del Po è l'area ideale per proliferare", spiega Giuseppe Castaldelli, professore di Ecologia dell'Università di Ferrara. "habitat perfetto per il ciclo riproduttivo: i maschi risalgono verso le acque dolci durante la muta, mentre le femmine restano vicino alla foce per riprodursi più volte nel corso della vita".
Secondo gli esperti, oltre alla cattura degli esemplari adulti è necessario favorire il ritorno di specie autoctone predatrici per ristabilire l'equilibrio dell'ecosistema. Intanto i pescatori fanno i conti con danni pesanti. "Grazie alla resilienza dei pescatori e all'utilizzo di recinti e reti riusciamo a portare avanti una piccola produzione di vongole veraci ma abbiamo perdite del 70%", afferma Vadis Paesanti di Confcooperative Emilia-Romagna.
Per trasformare il problema in un'opportunità, il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine avvierà la produzione di vasetti di granchio blu già pronto al consumo, puntando a valorizzare commercialmente una specie sempre più diffusa.






