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Dieci femminicidi dall’inizio dell’anno, una ragazza trans morta suicida e due casi ancora in fase di accertamento. Non è incoraggiante il drammatico bilancio aggiornato a oggi, 8 marzo 2026, diffuso dall’Osservatorio sulla violenza di genere del movimento "Non Una di Meno", che fotografa i primi mesi dell'anno con numeri che continuano a raccontare una scia di violenza.
Secondo i dati raccolti, dall’inizio del 2026 sono state registrate 13 morti "indotte da violenza di genere e eterocispatriarcale". Si tratta di dieci femminicidi, un suicidio di una ragazza trans e due casi attualmente in corso di accertamento.
A questi episodi si aggiungono almeno altri 22 tentati femminicidi, riportati nelle cronache dei media nazionali e locali.
Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio, in tutti i casi l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa. "Nella totalità dei casi l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: si tratta quindi di mariti, ex mariti, padri, figli". In tre episodi l’uomo si è tolto la vita dopo aver compiuto l’omicidio.
Il report evidenzia inoltre come la violenza di genere non conosca confini territoriali né anagrafici. I casi registrati riguardano diverse regioni italiane, tra cui Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Lombardia, Sicilia e Toscana. La vittima più giovane aveva 14 anni, mentre la più anziana 85.
Sempre secondo il movimento Non Una di Meno, nel 2025 si erano verificati 84 femminicidi, mentre nel 2024 i casi registrati erano stati 99.







