La presenza femminile ai vertici delle aziende sanitarie locali continua a crescere. Oggi, un’azienda su quattro (57 su 222, pari al 25,68%) è guidata da una donna, segnando un incremento dell’1,89% rispetto allo scorso anno. Il trend è consolidato: nel 2018 le donne nelle direzioni generali erano il 14,4%, mentre nel 2008 erano meno del 9%. I dati emergono dal monitoraggio Fiaso 2026 sulla composizione di genere delle direzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale.

Tra i ruoli chiave, l’aumento più marcato riguarda i direttori sanitari, la cui quota femminile sale dal 32,13% al 36,15% in un anno. Le direttrici amministrative raggiungono il 40,93%, mentre nelle direzioni sociosanitarie la presenza femminile è al 41,79%. Complessivamente, su 717 posizioni apicali in Asl, aziende ospedaliere e Irccs, 250 sono oggi ricoperte da donne, pari al 34,87% del totale, oltre una su tre. Nel 2025 la percentuale era del 32,97%.

Le differenze territoriali sono significative: il Centro Italia guida la classifica con il 41,27% di donne ai vertici, seguito dal Nord con il 35,85% e dal Sud con il 29,91%. "Negli ultimi anni la presenza femminile nelle direzioni delle aziende sanitarie è cresciuta in modo costante - commenta Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso -. Se nel 2008 le donne alla guida di un’azienda sanitaria erano meno del 9%, oggi una direzione generale su quattro è a guida femminile. Il management della sanità riflette sempre più la realtà del Ssn, dove la presenza femminile tra i professionisti è ormai maggioritaria. È un’evoluzione che segnala un cambiamento in atto e che mette al centro competenze, visione e capacità di leadership fondamentali per la direzione delle aziende sanitarie".