A Palermo è corsa ai vaccini dopo il dramma della piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni deceduta all'Ospedale dei Bambini a causa della difterite, e il contestuale ricovero del cuginetto nella stessa struttura per la medesima infezione.

La tragedia ha scosso profondamente la comunità cittadina, innescando un'impennata delle somministrazioni: in un solo giorno le inoculazioni del vaccino esavalente in età pediatrica sono cresciute del 70%, mentre la richiesta dei richiami per adulti (dTaP) ha segnato un balzo record del 211%. Un afflusso straordinario che, grazie a circa un centinaio di dosi DTaP-Ipv somministrate, ha consentito all'Asp di ridurre la platea dei bambini non coperti nati nel biennio 2020/2021 da 800 a circa 700.

Per fronteggiare l'eccezionale incremento della domanda, l'Azienda Sanitaria Provinciale ha disposto aperture straordinarie dei principali centri vaccinali anche nel fine settimana, durante le ore mattutine. Sul fronte della sorveglianza sanitaria, l'indagine epidemiologica guidata dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, Bruno Marsala, prosegue a ritmo serrato per individuare il cosiddetto "paziente zero": al momento non risultano ulteriori casi confermati oltre ai due noti, mentre 17 persone entrate in contatto con i piccoli sono state sottoposte a profilassi preventiva con antibiotici e vaccinazione.

Il caso ha riacceso i riflettori sul gap di immunizzazione in Sicilia, dove la copertura vaccinale si attesta intorno all'85% (circa 9 punti sotto la media nazionale). Il presidente della Regione Renato Schifani e l'assessore alla Salute Marcello Caruso hanno varato una task force mirata a rafforzare la protezione nella fascia 0-24 mesi e nei richiami a 5-6 anni, pur ribadendo l'assenza di un'emergenza epidemiologica diffusa.