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Un viaggio di rientro trasformato in un'esperienza di grave disagio per Manuel Bortuzzo. Di ritorno da una vacanza in Africa tra Tanzania e Zanzibar insieme alla fidanzata Serena Padovano, il nuotatore paralimpico ha trovato la propria sedia a rotelle completamente danneggiata e inutilizzabile al momento della riconsegna dei bagagli all'aeroporto di Roma Fiumicino, al termine di quello che ha definito “il peggior volo della mia vita”, criticando anche l'assistenza aeroportuale durante lo scalo di Addis Abeba.
Attraverso i propri social, l'atleta azzurro ha denunciato con forza l'accaduto con foto e video del supporto distrutto, aprendo una riflessione profonda sul rispetto e sui diritti dei passeggeri con disabilità. “Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata, va trattata con rispetto e cura: sono le nostre gambe, la nostra libertà”, ha rimarcato Bortuzzo. Il campione ha poi sottolineato la gravità del disservizio pensando a chi non dispone di un ricambio immediato a casa: “Io sono fortunato e a casa posso usarne un'altra, ma mettetevi nei panni di chi ha un solo supporto per vivere: danni così gravi non possono passare inosservati nel 2026”.
Il nuotatore, rimasto paralizzato alle gambe nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 a Roma a causa di un colpo di pistola che lo raggiunse alla schiena durante una sparatoria scaturita per errore da un raid punitivo, ha ricevuto una vasta ondata di vicinanza e supporto da parte dei suoi sostenitori, accendendo nuovamente i riflettori sulla scarsa attenzione riservata ai presidi sanitari nel settore del trasporto aereo.







