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Non si ferma la protesta dei camionisti contro il caro carburante nel Mezzogiorno, nonostante gli aiuti annunciati dal governo. Palazzo Chigi conferma per domani un Consiglio dei ministri dedicato all'autotrasporto e alle risorse per l'agricoltura, mentre il Viminale intensifica i controlli sui blocchi stradali: 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate amministrativamente. Il governo chiede il ripristino della circolazione, mentre il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi annuncia l'erogazione dei fondi da oggi.
Le conseguenze si estendono a diversi settori. In Campania, Puglia e Calabria scarseggiano i prodotti alimentari freschi, mentre negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria è terminato il carburante. I sindaci di Napoli e Bari denunciano "città paralizzate e sommerse dai rifiuti" e chiedono di anticipare il confronto con gli autotrasportatori, previsto per il 27 ottobre. Le imprese parlano di una situazione critica: secondo Legacoop Agroalimentari, i danni al comparto del kiwi giallo raggiungono circa 30 milioni di euro in cinque giorni. Anche ristoranti e cantieri risentono delle mancate consegne.
In Sicilia, nonostante la revoca del blocco da parte del Comitato trasportatori siciliani, prosegue la mobilitazione dell'Aias. Confesercenti segnala difficoltà di approvvigionamento alimentare per quattro aziende su dieci nel Sud.
Gli effetti della protesta arrivano anche al mercato di Termoli, in Molise, dove il pesce fresco invenduto costa meno degli ortaggi. «Adesso il pesce qui costa meno della verdura», racconta Gaetano, che denuncia il calo dei clienti e la perdita di potere d'acquisto delle famiglie. Anche l'agricoltore Pasquale descrive una crisi sempre più grave: «La gente non compra niente - le sue parole -. Non si arriva più a fine mese». Intanto, le associazioni di categoria chiedono interventi urgenti per ripristinare la libera circolazione delle merci.






