La terribile ondata di caldo di questi giorni viene affrontata dal sistema dell’emergenza-urgenza italiana, che comunica un incremento degli accessi ai Pronto soccorso di circa il +15%. Situazione definita ancora sotto controllo dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), che però invita a non abbassare la guardia nelle prossime settimane.

“La situazione è stabile, ma se il caldo persiste le cose potrebbero peggiorare”, spiega Alessandro Riccardi, presidente Simeu. “Per ora il sistema regge: medici e infermieri sono abituati a far fronte alle emergenze, come ci ha insegnato il Covid”.

Le criticità iniziano comunque a emergere in diverse strutture ospedaliere. All’Ospedale Maria Vittoria di Torino, dove si registrano circa 80mila accessi l’anno e oltre 70 ambulanze al giorno, vengono adottate misure straordinarie per fronteggiare il caldo. “In queste condizioni si mettono in atto i presidi utili - afferma Fabio De Iaco, direttore del Pronto Soccorso e past president Simeu - come le flebo conservate in frigo a 4 gradi e i pazienti stesi sotto lenzuola bagnate”.

A Napoli, invece, il fenomeno assume una dimensione diversa. “Danni diretti da colpi di calore non ne abbiamo visti - spiega Mario Guarino, direttore del Centro Traumatologico Ortopedico Cto di Napoli e vicepresidente Simeu -. Quello che vediamo sono i pazienti cronici e pluripatologici, che con il caldo peggiorano. E poi tanti anziani che vivono soli, spesso persone di basso livello economico e sociale, che stanno male a casa, si disidratano e arrivano in Pronto Soccorso”. Una dinamica che conferma, secondo la Simeu, il ruolo sociale dei pronto soccorso come osservatorio delle fragilità del territorio.

“Il sistema regge”, ribadisce De Iaco, “ma i turni restano lunghissimi e faticosi. Come sempre. E questa non è una novità”.

Sul fronte istituzionale, il Ministero della Salute sta valutando ulteriori misure di prevenzione, soprattutto per i più piccoli. A riferirlo è il capo dipartimento Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, che annuncia un coordinamento con il Ministero dell’Istruzione: “A fronte dell’emergenza caldo di questi giorni, il ministero della Salute “comunica i pericoli in termini di prevenzione al ministero dell’Istruzione e stiamo ragionando sul fatto di sentire il ministro Valditara e i dipartimenti competenti per emanare una circolare più specifica col ministero dell’Istruzione richiamando all’attenzione ai bambini nei campi estivi, soprattutto a quelli in ambienti non con aria condizionata”.

Campitiello invita però a una lettura prudente dei dati sanitari: “A oggi in Italia non registriamo un picco o un aumento di mortalità per il caldo oltre i 65 anni”, sottolineando la differenza metodologica rispetto alle stime internazionali. “Va chiarito - ha spiegato Campitiello - che i dati riportati dall’Oms sono dati di stima utilizzando una metodologia statistica sulla mortalità prevista e si tratta di una proiezione. I nostri sono invece dati reali su quanti decessi effettivamente ci sono stati. Va fatta dunque una distinzione, perchè altrimenti si mettono a paragone due valutazioni di tipo differente. Va inoltre sottolineato che la popolazione italiana è molto più abituata alle alte temperature rispetto alle popolazioni del nord Europa. Ciò non toglie che bisogna mantenere alta l’attenzione e invitare a non sovraffollare i Pronto soccorso se non c’è una reale urgenza”.

Il Ministero ricorda inoltre che dal 2025 è attiva una cabina di regia per le ondate di calore e che il piano nazionale caldo è operativo dal 25 maggio.

“Stiamo monitorando la situazione, anche perché - ha affermato - bisogna fare una giusta informazione ai cittadini, senza allarmismi, ma valutando il reale pericolo soprattutto per le fasce più deboli come anziani, bambini e donne in gravidanza. Abbiamo anche emanato una circolare pochi giorni fa in cui abbiamo allertato tutti i Pronto soccorso e le Regioni ad attivare reti per la risposta medica, quindi i medici di famiglia e le Case do comunità”. Questo, ha concluso, “per accogliere i cittadini, che inevitabilmente finiranno per aumentare la pressione sui Pronto soccorso”.

Intanto, cresce anche la domanda di assistenza informativa: sono oltre 400 le chiamate arrivate nella scorsa settimana al numero verde 1500 del Ministero della Salute, attivato il 22 giugno per fornire consigli sulle ondate di calore. Nella sola mattinata odierna, se ne sono registrate più di 40.

La maggior parte delle richieste riguarda problemi cardiocircolatori (57%) e difficoltà psico-sociali (37%). Il servizio resterà attivo fino all’11 settembre, accompagnando i cittadini per tutta la durata dell’emergenza estiva.