Continua a far discutere la vicenda sul bambino di 11 anni che, a San Vito di Cadore, in provincia di Belluno), sarebbe stato fatto scendere da un autobus di linea in quanto sprovvisto del biglietto maggiorato nella tratta tra Calalzo e Cortina d'Ampezzo, e che avrebbe dovuto pagare con il bancomat oppure avere l'abbonamento.

Il bimbo avrebbe così percorso a piedi e al gelo sei chilometri per arrivare a casa sua a Vodo di Cadore. Sul caso, la procura di Belluno ha aperto un'inchiesta.

"Ho commesso un grave errore. Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia", sono state le parole, riportate da Il Gazzettino, dell'autista coinvolto. In un'intervista riportata dal quotidiano, l'uomo ha ricostruito l'episodio, sostenendo che "l'azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque. Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve".

L'uomo, sempre secondo il Gazzettino ha inoltre raccontato che sarebbe stato preso di mira da un passeggero, "Me ne ha dette di tutti i colori, io gli ho chiesto di smettere. E una donna nel frattempo faceva un video". L'autista ha concluso dicendosi pronto ad accettare tutte le conseguenze per quanto accaduto con il bambino.