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Quarant'anni di storia, di cavalli, fantini e passione, ma soprattutto quarant'anni di identità condivisa. Dal 31 luglio al 2 agosto Fonni si prepara a vivere la 40° edizione del Palio, appuntamento ormai simbolo dell'estate barbaricina e tra gli eventi equestri più importanti della Sardegna.
Saranno tre giornate ricche di appuntamenti: dalla Sfilata delle Maschere internazionali "Identidades", orgnizzata dall'Associazione Urthos e Buttudos, al Festival internazionale del Folklore, a cura dell'Associazione Brathàllos, fino alla corsa che ogni anno richiama migliaia di persone anche da fuori e rende il paese protagonista delle tradizioni isolane.
L'edizione di quest'anno porta con sé anche una novità destinata a restare nel tempo: il primo inno ufficiale del Palio di Fonni, composto da Carlo Crisponi e Roberto Tangianu, con gli arrangiamenti e mastering di Davide Guiso, nato per raccontare attraverso la musica l'anima della manifestazione e l'amore che un'intera comunità custodisce per la propria festa (video in basso).
La conferenza di presentazione, ospitata questa mattina negli spazi della Regione Sardegna, è stata anche l'occasione per raccontare il significato più profondo di un appuntamento che va ben oltre la competizione sportiva.
Ad aprire gli interventi Roberto Tangianu, secondo cui il Palio rappresenta il punto più alto di un rapporto antico tra Fonni e il cavallo: "Per capire davvero questo percorso bisogna trasferirsi in comunità come quella di Fonni, che del cavallo non ha fatto soltanto una passione, ma una vera cultura. Il Palio è diventato uno degli eventi più importanti della Sardegna perché va oltre la corsa stessa: il cavallo è storia, tradizione, identità e il Palio rappresenta il fiore all'occhiello di un lavoro che viene coltivato durante tutto l'anno". Tangianu non ha potuto non richiamare uno dei momenti più difficili vissuti dal paese: il tragico incidente del 30 ottobre 2024, in cui persero la vita quattro giovani fonnesi. "Il Palio è diventato anche motivo di riscatto. Lo scorso anno un fantino, amico dei quattro ragazzi scomparsi, corse con i colori della comunità e riuscì a conquistare la vittoria. Quel successo ha permesso a tutta Fonni di ripartire con un entusiasmo diverso. Per comprendere davvero il sentimento che si vive qui bisogna venire a Fonni, vivere le feste di San Giovanni, la Festa dei Martiri, il Palio e stare insieme ai fonnesi per capire l'amore che questa comunità nutre per il cavallo".
LE INTERVISTE
A sottolineare il valore dell'evento è stato anche l'assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu, che ha ribadito il sostegno della Regione a una manifestazione fondamentale per raccontare l'identità della Sardegna. "È un grande evento che, ancora una volta, ci offre la possibilità di raccontare la Sardegna. Quest'anno affrontiamo questo Palio con un velo di tristezza, eventi come questo però rafforzano il senso di comunità e aiutano a creare quel clima che permette di affrontare anche i momenti più difficili". L'assessore ha evidenziato anche il legame tra la cultura equestre e la storia dell'Isola: "Il cavallo è connaturato alla nostra identità. È vero che oggi stiamo investendo anche in altri sport e in nuove opportunità turistiche, ma questo non deve farci dimenticare ciò che appartiene alla nostra storia. Basta guardare i nomi dei cavalli o dei fantini per capire che senza la Sardegna queste manifestazioni sarebbero completamente diverse". Cuccureddu ha colto l'occasione per annunciare la volontà della Regione di rafforzare ulteriormente il sostegno agli eventi equestri: "Stiamo lavorando alla creazione di un cartellone dedicato esclusivamente agli eventi ippici, per dare loro una visibilità ancora maggiore e uno specifico canale di finanziamento. Una manifestazione come il Palio di Fonni, con quarant'anni di storia e soltanto due edizioni saltate durante il Covid, possiede tutte le caratteristiche per entrare stabilmente tra i grandi eventi della Sardegna. Sarebbe un riconoscimento non soltanto economico, ma anche del lavoro straordinario svolto dagli organizzatori".
Alla sua prima presentazione ufficiale del Palio da presidente, ha preso quindi la parola Salvatore Nieddu, presidente della Società Ippica Fonnese: "Per noi è motivo di grande orgoglio poter presentare la quarantesima edizione del Palio di Fonni. Non rappresenta soltanto una competizione equestre, ma un patrimonio di identità, storia e senso di appartenenza. È il frutto di un intero paese che, da quarant'anni, unisce generazioni diverse nel nome dello sport, dei cavalli, della cultura e delle tradizioni". Nieddu è tornato alle origini della manifestazione, ricordando che la Società Ippica Fonnese venne fondata nel 1981 e che il primo Palio si disputò nel 1985, con una formula allora innovativa: "Un fantino per ogni Comune, un'idea semplice ma vincente, capace di mantenere intatto il proprio fascino fino a diventare un modello anche per tanti altri pali della Sardegna. Oggi continuiamo a portare avanti questa tradizione investendo sulla sicurezza, sul rispetto delle regole, sul benessere animale e sulla qualità dell'organizzazione, perché una tradizione continua a vivere solo se sa evolversi senza perdere autenticità". Non è mancato un passaggio sul valore turistico della manifestazione: "Durante quei giorni il paese si riempie di visitatori grazie anche agli eventi organizzati da Identidades e dal Festival internazionale del Folklore. Arrivano famiglie e appassionati da tutta la Sardegna e anche da fuori regione. È un'occasione per valorizzare il territorio, le produzioni locali e quella straordinaria ospitalità che contraddistingue la comunità fonnese". Il presidente ha voluto anche un pensiero per chi ha contribuito a costruire il Palio in questi quarant'anni: "Essere oggi presidente della Società Ippica Fonnese è per me un grande onore, che desidero condividere con tutti coloro che hanno dedicato tempo, competenza e passione alla crescita del Palio: i presidenti che mi hanno preceduto, i dirigenti, i volontari, gli allevatori, i fantini e i cavalieri che con sacrificio hanno scritto una pagina importante della storia della nostra comunità". Guardando al futuro, Nieddu ha indicato nei giovani la vera garanzia di continuità per la manifestazione: "Questo quarantennale non rappresenta soltanto un'occasione per guardare al passato, ma una tappa fondamentale nella costruzione del futuro. Sempre più giovani si avvicinano al mondo dell'ippica e continuano a tramandare e costruire anno dopo anno le nostre tradizioni". E ha chiuso con un invito rivolto a tutta l'Isola: "Vi aspettiamo a Fonni il 31 luglio, il 1° e il 2 agosto per vivere insieme questa straordinaria quarantesima edizione e respirare l'atmosfera di una tradizione che appartiene a Fonni, ma rappresenta tutta la Sardegna".
Il saluto dell'amministrazione comunale è arrivato dal vicesindaco Franco Duras, per cui il Palio è il risultato di una visione costruita negli anni grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni: "Raggiungere il quarantesimo Palio significa che in questi anni è stato fatto qualcosa di importante. Le amministrazioni che si sono succedute e i diversi direttivi della Società Ippica hanno creduto in questa manifestazione, investendo tempo, energie e risorse". Negli ultimi anni, ha spiegato, il lavoro è stato quello di trasformare il Palio in un evento capace di animare l'intero paese: "Da tempo lavoriamo affinché non sia soltanto una corsa e poi tutti a casa. Abbiamo costruito un programma che riempie più giornate, con il Festival Identidades, il Festival internazionale del Folklore e tante altre iniziative che rendono Fonni protagonista per diversi giorni". Tra queste, anche il recente festival letterario Barbagia in Blu, dedicato al giornalismo d'inchiesta: "Vogliamo dimostrare che anche un piccolo centro può ospitare manifestazioni di livello internazionale. Spesso si parla dei paesi dell'interno come periferie, ma noi non ci sentiamo affatto tali. Vogliamo essere al centro del progetto di crescita della Sardegna". Duras ha insistito anche sul ruolo del tessuto associativo: "Le associazioni rappresentano una ricchezza enorme. Non bastano i finanziamenti per organizzare eventi come questi, servono passione, lavoro e spirito di collaborazione. Se domani venissero meno le associazioni, anche le amministrazioni avrebbero enormi difficoltà". E ha rilanciato il valore del turismo dell'interno: "Siamo convinti che i nostri territori possano offrire tanto quanto il mare. Il turismo lento è una realtà sempre più importante e Fonni sta lavorando per essere all'altezza delle aspettative, offrendo servizi e valorizzando ciò che rende unico il nostro territorio".
Tra le novità di questa edizione, un'attenzione particolare all'accessibilità. Alfio Uda, dell'associazione Sardegna Accessibile, ha ringraziato gli organizzatori per aver previsto un'area dedicata alle persone con disabilità: "Vorrei che questa iniziativa diventasse un esempio per tutte le manifestazioni, i concerti e gli eventi culturali. Troppo spesso le persone con disabilità restano ai margini. Qui, invece, è stato previsto uno spazio con assistenza e servizi dedicati. È un segnale importante che merita di essere replicato ovunque". Un impegno raccolto anche dall'assessore Cuccureddu, che ha ricordato come il rispetto delle norme sull'accessibilità rappresenti ormai un requisito imprescindibile per gli eventi sostenuti dalla Regione.


Presente anche Raffaele Marrocu, che ha rimarcato la crescita del Palio e il suo ruolo nella valorizzazione del patrimonio ippico sardo: "Accogliamo con entusiasmo la volontà della Regione di creare un cartellone dedicato agli eventi equestri. La Sardegna è la culla del cavallo e dei fantini e merita un'attenzione specifica". Marrocu ha ricordato anche una scelta che ha segnato una svolta nella manifestazione: "Dallo scorso anno il protagonista del Palio è diventato il cavallo anglo-arabo sardo. Io sono un amante dei purosangue, ma credo profondamente nel valore del nostro cavallo. Manifestazioni come questa contribuiscono a valorizzare uno dei grandi orgogli della Sardegna". E ha concluso: "Fantino e cavallo anglo-arabo sardo rappresentano un binomio che completa il Palio. Arrivare alla quarantesima edizione è motivo di grande orgoglio e siamo pronti ad accogliere tutti coloro che vorranno vivere questa festa".
A suggellare il traguardo dei quarant'anni, una novità destinata a entrare nella storia della manifestazione: il primo inno ufficiale del Palio di Fonni, a firma di Carlo Crisponi, musicista e autore profondamente legato al paese, che ha trasformato in musica il sentimento di appartenenza che da sempre accompagna la corsa: "Abito a una decina di chilometri da Fonni e sono legato a questo paese da tanti anni. È una manifestazione talmente grande che noi dei paesi vicini ne siamo quasi gelosi, per quanto è riuscita a crescere. Quando mi è stato proposto di scrivere un inno ho provato un grande orgoglio e poter dare il mio piccolo contributo a una festa così importante è stato davvero bello". L'idea, ha spiegato, nasce dalla volontà di regalare al Palio qualcosa che rimanesse nel tempo: "Un inno non nasce per un solo giorno. Nasce per custodire le emozioni. E Fonni, in questi anni, di emozioni ne ha vissute davvero tante. Da una parte volevamo dare al Palio una sua identità musicale, dall'altra dire grazie alla comunità fonnese per l'affetto e l'amicizia che ogni volta riesce a trasmettere".
Parole che acquistano un significato ancora più profondo se lette alla luce dell'ultimo anno vissuto dalla comunità. Il ricordo dei quattro giovani fonnesi morti nel tragico incidente ha attraversato più volte gli interventi della conferenza, come una ferita ancora aperta che il paese continua a portare con sé, trasformandola però in un motivo per ritrovarsi, ritrovare con sempre più forza le proprie tradizioni e guardare avanti.
Ed è forse proprio questo il significato più autentico della quarantesima edizione del Palio di Fonni, non soltanto una corsa tra cavalli e fantini, né soltanto una delle manifestazioni equestri più importanti della Sardegna. Il Palio è il racconto di una comunità che continua a custodire il passato senza smettere di costruire il futuro e che, ancora una volta, è pronta ad aprire le porte del paese per condividere con migliaia di visitatori una festa fatta di identità, cultura, passione e appartenenza.
Palio di Fonni: l'inno ufficiale



