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Non sarà in campo a svettare di testa nell'area avversaria, frenato da un ginocchio operato che lo ha costretto alla resa nel momento dei saluti. Ma domenica sera, in occasione della sfida contro il Torino, il cuore dell'Unipol Domus batterà solo per lui. Leonardo Pavoletti e il Cagliari si dicono addio, o meglio, si scambiano l'ultimo abbraccio dopo nove anni di battaglie, gol leggendari e un legame che è diventato un "pegno d'amore" verso un intero popolo.
L'annuncio è arrivato direttamente dal capitano attraverso i canali ufficiali della società: il contratto terminerà il prossimo 30 giugno. «Tutto ha un inizio e tutto ha una fine – ha spiegato l'attaccante ospite dell’ultima puntata di “PodCasteddu”, il podcast ufficiale del Cagliari Calcio – non credo sia la fine della mia carriera, ma col Cagliari il calcio giocato è finito».
Pavoletti lascia la Sardegna dopo 231 partite e 52 reti. Numeri che lo portano nell'olimpo dei migliori marcatori di sempre del club, ma che non spiegano da soli l'impatto che "Pavoloso" ha avuto sulla piazza. Arrivato nel 2017 in una calda serata di fine estate, è diventato l'uomo della provvidenza, specialista dei gol pesanti oltre il novantesimo.
La sua immagine resterà per sempre legata a quel minuto 94 della finale di Bari: una zampata che riportò il Cagliari di Claudio Ranieri in Serie A, consegnando l'attaccante toscano alla storia eterna del sodalizio rossoblù.
Oltre i gol, c'è l'uomo. In questi anni Pavoletti ha scelto Cagliari non solo come squadra, ma come vita: ha comprato casa, ha visto nascere e crescere i propri figli e ha raggiunto la Nazionale vestendo questi colori. «Il mio desiderio più grande era concludere con una partita e un gol – ha ammesso con un pizzico di amarezza – ma tra i sogni e la realtà ci passa il mare».
Domenica, da capitano ferito ma presente, sarà al fianco dei compagni per l'ultima battaglia in casa, per spingere la squadra verso l'obiettivo salvezza. La società lo ha salutato con un ringraziamento infinito: «Da capitano sarai comunque lì, come sempre, al fianco della squadra, per sostenerla e trasmetterle tutta la tua forza. L’abbraccio del popolo rossoblù, i saluti. Una certezza: alcuni amori non son proprio fatti per dirsi addio, Cagliari è e sarà sempre casa tua. Grazie infinite, Pavo!».








