“Sul collegamento Olbia-Livorno non sarà più garantito fino alla fine di settembre l'imbarco dei mezzi che trasportano sottoprodotti di origine animale. Una decisione che rischia di creare pesanti disagi logistici ed economici alle aziende sarde interessate”. A denunciarlo, in una nota, è il consigliere regionale dei Riformatori Sardi, Aldo Salaris.

“La Sardegna paga già ogni giorno il peso dell'insularità e non può permettersi ulteriori ostacoli alla circolazione delle merci. Per questo come gruppo dei Riformatori Sardi abbiamo presentato un'interrogazione alla Presidente della Regione e all'Assessora dei Trasporti chiedendo un intervento urgente per affrontare la situazione – fa sapere Salaris – Nell'atto si evidenzia come molte imprese potrebbero essere costrette a trasferire gli imbarchi sul porto di Cagliari, con percorrenze aggiuntive superiori ai 500 chilometri e un conseguente aumento dei costi di trasporto, già aggravati dal rincaro del carburante registrato negli ultimi mesi”.

Secondo l’esponente dei Riformatori la vicenda ripropone inoltre un problema ormai strutturale. “Ogni estate il sistema dei trasporti marittimi delle merci mostra tutte le sue fragilità, lasciando imprese e autotrasportatori esposti a decisioni che incidono direttamente sulla loro attività. Quando vengono meno i servizi essenziali, le aziende sarde non dispongono di alternative adeguate e sono costrette a sostenere costi aggiuntivi che compromettono la competitività delle produzioni isolane”.

L'interrogazione chiede alla Giunta regionale quali iniziative intenda assumere per garantire alle imprese sarde la possibilità di movimentare le merci senza ulteriori restrizioni. “Non si può continuare a subire emergenze che si ripetono puntualmente e che finiscono per scaricare su imprese, allevatori e autotrasportatori i costi della condizione di insularità. La Regione è chiamata ad attivarsi immediatamente affinché venga individuata una soluzione che garantisca il regolare svolgimento del servizio e tuteli il sistema produttivo sardo” conclude Aldo Salaris.