La Regione Sardegna ha approvato una nuova disciplina relativa ai contributi a fondo perduto destinati all’acquisto, alla ristrutturazione e al recupero della prima casa, nell’ambito delle politiche regionali per il contrasto allo spopolamento.

Il provvedimento, proposto dall’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu e approvato dalla Giunta regionale, prevede tra le principali novità l’estensione della misura ai Comuni fino a 5 mila abitanti, ampliando così la platea dei territori potenzialmente beneficiari.

Secondo quanto previsto dalla delibera, la misura si inserisce nel quadro degli interventi regionali legati al tema dell’abitare e della permanenza nei territori a minore densità demografica.

La nuova disciplina introduce inoltre un sistema di ripartizione delle risorse basato su criteri differenziati: il 30% dei fondi sarà distribuito in parti uguali tra i Comuni, mentre il 70% sarà assegnato in base alla capacità di utilizzo delle risorse da parte degli enti locali nell’anno precedente.

Il finanziamento complessivo previsto è pari a 15 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028. Il contributo potrà coprire fino al 50% della spesa sostenuta, con un importo massimo di 15.000 euro per beneficiario e nucleo familiare.

Il sistema dei criteri per l’assegnazione dei contributi viene articolato su due livelli. A livello regionale sono previsti criteri obbligatori che dovranno pesare almeno per il 70% del punteggio nei bandi comunali. Tra questi rientrano il trasferimento della residenza da altre regioni o dall’estero, la costituzione di nuovi nuclei familiari, la presenza di figli minori, la dimensione del nucleo e l’età del richiedente, con priorità ai soggetti under 40.

È inoltre prevista una specifica attenzione per il rientro degli emigrati sardi e dei loro discendenti, valorizzato attraverso un incremento del punteggio.

Accanto ai criteri obbligatori, i Comuni potranno introdurre ulteriori elementi di valutazione e premialità, purché coerenti con gli obiettivi della misura. Tra questi sono indicati il radicamento economico locale, le condizioni di disagio abitativo, il recupero di immobili nei centri storici e le situazioni di fragilità socio-economica.

La disciplina definisce anche requisiti, tipologie di intervento ammissibili, modalità di erogazione dei contributi e obblighi dei beneficiari, prevedendo meccanismi di decadenza e recupero delle somme in caso di inadempienze.

Secondo quanto riportato nella delibera, l’obiettivo dell’intervento è quello di rendere la misura più strutturata e omogenea nell’applicazione, lasciando al contempo margini di adattamento alle specificità dei singoli territori attraverso i bandi comunali.