"Il trasferimento di 88 detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis presso l'apposita sezione del carcere di Uta, appositamente ristrutturata per renderla adeguata ad ospitare detenuti di elevata pericolosità e affidata alla vigilanza del Reparto Operativo Mobile di Cagliari, dimostra lo straordinario impegno e l'incredibile professionalità della Polizia Penitenziaria".

Sono le parole del sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, il quale spiega che "la delicatissima operazione, svoltasi in totale sicurezza e condotta e coordinata dal Gruppo Operativo Mobile, ha interessato 9 istituti penitenziari, con strategiche movimentazioni di detenuti condannati per mafia e mirate attività di perquisizione straordinaria di intere sezioni 41 bis presso le strutture di Parma, Roma e Nuoro".

"Questa seconda fase operativa del progetto di riorganizzazione del regime speciale - afferma - consente di recuperare importanti spazi detentivi attraverso l'intera chiusura delle sezioni 41 bis di Viterbo e di Terni. Sono state coinvolte oltre 220 unità di Polizia penitenziaria, in forza ai Reparti territoriali e alle articolazioni specializzate del Corpo, vettori aerei della Guardia di finanza e diversi contingenti della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri".

Per Balboni "il 41 bis è il principale strumento di contrasto alla mafia e l'ultimo baluardo della sicurezza nazionale. Il nostro ordinamento e la nostra Polizia penitenziaria sono d'esempio per numerosi Stati esteri che studiano l'Italia nella lotta alla criminalità organizzata".

Colosimo: "Operazione conclusa brillantemente"

"L'operazione 'Iride', condotta il 5 e 6 settembre dalla direzione generale delle specialità della Polizia Penitenziaria, si è conclusa brillantemente con il trasferimento di 88 detenuti in regime di 41-bis presso la casa circondariale di Cagliari Uta". Così il presidente della commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, che aggiunge: "L'operazione conferma la validità del piano di riorganizzazione carceraria promosso dal governo".

"Il percorso - prosegue - risponde altresì a un'esigenza da tempo sollecitata dalle Commissioni parlamentare antimafia: superare la promiscuità tra i diversi circuiti detentivi e creare poli dedicati esclusivamente al 41-bis, fondamentale garanzia per azzerare la capacità di comando dei vertici mafiosi. Il risultato finale dimostra l'alta professionalità della Polizia Penitenziaria e la costante attenzione dello Stato nella gestione della sicurezza penitenziaria".

"A testimoniare l'imponente sforzo organizzativo - sottolinea ancora Colosimo - sono le risorse messe in campo: 207 agenti tra Gom, Gio e reparti territoriali, 65 veicoli di servizio articolati in 8 convogli terrestri, 7 ambulanze, 10 voli militari, 2 aerei della Guardia di Finanza e 2 droni per il monitoraggio dall'alto. L'intervento, guidato dal Direttore del Gom insieme alle Forze di Polizia territoriali, ha compreso perquisizioni straordinarie e un'analisi costante delle diverse comunicazioni per intercettare e prevenire qualsiasi rischio".