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Mentre la Francia fa i conti con l'ondata di proteste studentesche che negli ultimi giorni ha attraversato le principali città d'oltralpe, sfociata in oltre 600 arresti, blocchi stradali e il ferimento di circa 40 dirigenti scolastici, il dibattito sulle condizioni della scuola pubblica riaccende lo scontro politico in Italia.
A soffiare sul fuoco della mobilitazione è l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, che attraverso un intervento diffuso sui propri canali social ha espresso pieno sostegno alla protesta transalpina, auspicando che un moto analogo possa accendersi anche negli istituti italiani.
“È partita dagli studenti delle scuole superiori - soprattutto nelle periferie -, che denunciano le condizioni fatiscenti dei loro istituti, classi troppo numerose, e le difficili condizioni di lavoro del personale scolastico. Si è già allargata alle università, e sta coinvolgendo anche il corpo docente. Si può allargare ancora. Blocchi e manifestazioni sono ovunque in tutta la Francia” scrive Salis.
E ancora: “Martedì prossimo, 6 ottobre, sarà una giornata importante: tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori, insieme a quelle degli insegnanti e degli studenti, hanno lanciato un appello a sostenere il movimento studentesco. Anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata. Scuole che cadono a pezzi, classi sovraffollate, personale sottopagato e condizioni di lavoro sempre più difficili. E, per di più, il nostro Paese investe nell’istruzione una quota della propria ricchezza nazionale sensibilmente inferiore rispetto alla Francia. La scuola pubblica è un diritto fondamentale e il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro. Dunque, evviva il movimento studentesco!” conclude Ilaria Salis.






