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Dal lungomare del Poetto parte la corsa di Marco Porcu alla carica di sindaco di Quartu per le amministrative del 7 e 8 giugno. Il candidato del centrodestra si presenta sostenuto da una coalizione ampia, composta da 12 forze politiche e civiche, con l’obiettivo di proporre un cambio di passo per la città.
"Non bastano più l'ordinaria amministrazione e la gestione del presente. Servono idee nuove, prospettive diverse". Porcu rivendica una coalizione compatta e omogenea: "Io sono il rappresentante di una coalizione unita, ma soprattutto omogenea - ha detto Porcu - Una coalizione che scegliendo me ha deciso per una rottura generazionale e lo ha fatto con estremo coraggio. Siamo a un crocevia storico. E Quartu non può restare a guardare. Chi governa con gli strumenti del passato non può guidare la città verso il futuro. È da questa consapevolezza che nasce la mia candidatura e la nostra 'coalizione del coraggio".
Al centro del programma quattro linee guida: qualità urbana, pianificazione, rilancio culturale e sviluppo economico. "Non è una lista di promesse. È costruito attorno a quattro criteri-guida che danno senso e coerenza a ogni scelta che la coalizione sta definendo".
Porcu punta su una città più curata e attrattiva, su una pianificazione aggiornata rispetto a un Puc ritenuto superato e sul ritorno di eventi culturali. "Una città che non cura il proprio volto manda un messaggio preciso ai suoi cittadini: non vale la pena investirci - ha detto il candidato sindaco - Il piano urbanistico comunale del 1999 è uno strumento vecchio in un mondo trasformato, serve una pianificazione seria e moderna, capace di aprire nuovi spazi di sviluppo e di risolvere i problemi edilizi cronici che penalizzano le periferie. Dal 2012, Quartu ha smesso di ospitare eventi di rilievo. Tredici anni di silenzio culturale sono tredici anni di occasioni mancate. E poi ogni giovane che lascia Quartu porta fuori da noi energie, talento e futuro che questa città in tutti questi anni non ha saputo trattenere. Invertire questa tendenza significa costruire un ecosistema economico vivo. Significa valorizzare ciò che abbiamo: cento chilometri quadrati di territorio, ventisette chilometri di costa, bellezze naturali, storiche e culturali uniche. E significa trasformare in ricchezza locale i flussi che oggi si disperdono altrove".
Tra i sostenitori, anche Lucio Torru, capolista di Fratelli d’Italia: "Ho fatto un passo indietro per il bene della coalizione - spiega - e mi sono messo al servizio del partito come ho sempre fatto".






