PHOTO
"Dietro la patina delle dichiarazioni edulcorate si nasconde una verità politica evidente: tra la presidente Alessandra Todde, il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico è in atto una crisi profonda, forse irreversibile". Lo sostiene, in una nota, Pietro Pittalis, deputato e segretario regionale di Forza Italia, a seguito della segreteria regionale del Pd.
"Quando si parla di 'verifica' e di 'cambio di passo' dopo due anni di legislatura, si sta di fatto certificando il fallimento dell'azione di governo e della coalizione. Il Pd non chiede semplicemente un confronto: chiede una rivoluzione nel metodo, nei contenuti e, tra le righe, negli assetti di Giunta. È la dimostrazione plastica di una maggioranza che non si fida più della propria guida. Ma il nodo vero - prosegue Pittalis - è che dietro le formule diplomatiche si nasconde una battaglia tutta interna per il controllo delle leve di potere, a partire dalla sanità. Il cosiddetto 'poltronificio' sanitario è diventato terreno di scontro perché la gestione delle nomine appare sempre più a senso unico. La presidente Todde sta utilizzando le leve della sanità con una professionalità che nulla ha a che vedere con l'interesse dei cittadini e molto con l'equilibrio politico interno alla sua parte. È evidente che questa gestione ha alimentato tensioni e frustrazioni dentro la stessa maggioranza".
Secondo Pittalis, "il conflitto interno al cosiddetto campo largo sta producendo effetti pesantissimi sull'Isola. Le tensioni tra i due principali partiti della maggioranza stanno paralizzando l'attività della Regione. Mentre discutono di equilibri e assetti, la sanità resta in affanno, i trasporti non decollano, l'industria è priva di strategie, l'agricoltura non ha certezze e le politiche per il lavoro e i giovani sono ferme. Non basta evocare un cambio di passo. Servono visione, autorevolezza e capacità di guida. E oggi è evidente che questa coalizione non ha né la forza né la coesione per imprimere quella svolta che i sardi attendono. La presidente è ostaggio delle contraddizioni interne alla sua maggioranza, e la Sardegna non può permettersi un governo bloccato dalle proprie divisioni".







