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Le consigliere comunali di Nuoro Maura Chessa e Francesca De Ambrosis hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta e orale per chiedere chiarimenti sullo stato dei finanziamenti regionali annunciati nel dicembre 2025 per l’installazione di cisterne e sistemi di pressurizzazione negli edifici scolastici comunali. L’iniziativa arriva dopo la chiusura di alcuni plessi per mancanza d’acqua, come avvenuto il 4 febbraio scorso, episodio che — secondo quanto dichiarato dalle esponenti consiliari — avrebbe avuto ripercussioni sull’organizzazione delle famiglie e sull’attività didattica.
«A fronte di annunci pubblici che parlavano di fondi “ottenuti”, la città si trova oggi, nel 2026, con scuole costrette a chiudere per mancanza d’acqua», affermano Chessa e De Ambrosis. «È inaccettabile che, dopo aver pubblicamente dichiarato di aver ottenuto risorse per risolvere un problema strutturale noto e prevedibile, le scuole vengano chiuse perché prive di acqua. Non è un imprevisto: è una responsabilità politica e amministrativa».
Le consigliere sottolineano inoltre le conseguenze sociali della situazione: «La mancanza di continuità scolastica, causata da carenze infrastrutturali che avrebbero dovuto essere risolte, rappresenta un danno sociale rilevante: famiglie costrette a riorganizzarsi all’ultimo momento, studenti privati di giorni di lezione, personale scolastico messo in difficoltà».
«Nel 2026 discutere ancora di scuole senza acqua è un fatto gravissimo», proseguono. «Le cisterne non sono un’opera futuristica, ma una misura minima di civiltà amministrativa, soprattutto in un territorio soggetto a continue interruzioni idriche». Attraverso l’interrogazione, Chessa e De Ambrosis chiedono informazioni sull’effettivo ottenimento dei fondi regionali, sullo stato delle procedure di gara, sui tempi di realizzazione degli interventi e sui plessi scolastici interessati. «I cittadini meritano verità e soluzioni, non annunci. Su scuola e servizi essenziali non si gioca», concludono.






