PHOTO
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni prende le distanze da Donald Trump sull'intesa relativa al gasolio russo e ribadisce il sostegno dell'Italia all'Ucraina. "L'intesa sul gasolio russo annunciata da Trump è una scelta che considero molto rischiosa", ha dichiarato la premier nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, tornando anche sugli attacchi del presidente statunitense al leader ucraino Volodymyr Zelensky.
Le parole della premier hanno suscitato reazioni contrastanti in Aula. Applausi da parte di Carlo Calenda e dei riformisti del Partito democratico, mentre Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno mantenuto una posizione più fredda. Da Mosca è arrivata una dura replica: "Non sono fatti suoi". Il presidente ucraino Zelensky, invece, ha ringraziato Meloni per il sostegno.
Al termine del confronto, sono state approvate le due risoluzioni presentate dalla maggioranza. Le opposizioni non hanno votato la risoluzione sull'Ucraina, confermando le divisioni sul sostegno a Kiev e sulla strategia da seguire nei rapporti internazionali.
Il cosiddetto campo largo si è mosso in ordine sparso, ma le tensioni non hanno risparmiato neppure il centrodestra. I vannacciani hanno attaccato la presidente del Consiglio, mentre Matteo Salvini ha ribadito le proprie perplessità sulla prospettiva di un sostegno prolungato all'Ucraina.
"Non possiamo sostenere Kiev all'infinito, a fine guerra servirà comprare il gas dove costa meno", ha affermato il leader della Lega, introducendo un elemento di ulteriore distanza rispetto alla linea espressa dalla premier.
Il dibattito è stato segnato anche dagli scontri diretti tra Meloni e gli esponenti dell'opposizione. La presidente del Consiglio ha replicato a Giuseppe Conte e a Roberto Vannacci, per poi rivolgersi al Partito democratico con parole dure sul tema del rapporto tra donne e politica.
"Non sono arrivata dove sono con le moine, voi misogini", ha dichiarato Meloni.








