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A cento anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, un seminario tenutosi presso l'Università di Helsinki ha esaminato l'eredità letteraria e il successo della scrittrice sarda in Finlandia. Deledda è stata la prima e unica donna italiana a essere insignita di tale prestigioso riconoscimento, seconda solo alla svedese Selma Lagerlöf.
Durante l'incontro che ha segnato l'avvio delle attività a Helsinki per la XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, è stata esplorata la poetica unica di Deledda, che ha consentito all'autrice autodidatta di emergere come una delle voci femminili più significative della letteratura italiana ed europea del Novecento. La sua popolarità in Finlandia risale agli anni Venti, quando il Nobel e le traduzioni di Jalmari Hahl hanno introdotto i suoi romanzi al pubblico della giovane nazione nordica.
Organizzato dal comitato di Helsinki della Società Dante Alighieri, con il supporto de "La Dante - Roma" e in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura e l'Università di Helsinki, il seminario ha visto la partecipazione del Professor Giovanni Capecchi, docente di letteratura italiana all'Università per Stranieri di Perugia, insieme alla Professoressa Outi Merisalo, esperta di filologia romanza a Jyväskylä, e al linguista Professor Enrico Garavelli della facoltà di italiano di Helsinki.
"La caratura di Grazia Deledda risiede nella straordinaria capacità di trasformare le radici ancestrali della civiltà della propria terra in una narrazione universale in grado di toccare profondamente l'immaginario dei Popoli nordici, contribuendo significativamente al dialogo tra la cultura italiana e quella finlandese", ha detto l'Ambasciatore d'Italia in Finlandia, Nicola Todaro Marescotti, che ha inaugurato le celebrazioni presso la storica Residenza d'Italia, diventata parte del patrimonio demaniale nazionale nel lontano 1926.








