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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato tre decreti di grazia ai sensi dell’articolo 87, comma 11, della Costituzione. I provvedimenti sono stati adottati a conclusione dell’istruttoria condotta dal Ministero della Giustizia, che ha espresso parere favorevole in tutti i casi.
Il primo decreto riguarda Antonio Russo, nato nel 1938, condannato a dodici anni di reclusione per omicidio volontario. Il Capo dello Stato ha concesso una grazia parziale, estinguendo due anni e sei mesi della pena ancora da scontare. Nella decisione hanno inciso l’età avanzata e le condizioni di salute del detenuto, oltre al contesto familiare in cui maturò il fatto, avvenuto all’esito di un’aggressione subita.
Il secondo provvedimento interessa Giuseppe Porcelli, classe 1975, condannato a tre anni per bancarotta. In questo caso la grazia ha comportato l’estinzione totale della pena detentiva. Tra gli elementi valutati figurano il parere favorevole del Procuratore Generale, il percorso di reinserimento dell’uomo – trasferitosi da anni all’estero con la famiglia dove ha avviato un’attività imprenditoriale – e la condotta riparatoria nei confronti dei creditori, attraverso il risarcimento delle somme oggetto della condanna.
Infine, il terzo decreto riguarda Soliman Aly, nato nel 1960, condannato a sei anni per estorsione. La grazia ha riguardato la parte residua della pena, pari a due anni e cinque mesi. Determinanti, nella valutazione del Presidente della Repubblica, il comportamento tenuto durante la detenzione e nel successivo affidamento in prova, oltre all’avvenuta espiazione di una quota significativa della pena.
I tre provvedimenti rientrano nelle prerogative costituzionali del Capo dello Stato e vengono adottati, caso per caso, sulla base di valutazioni umanitarie, giuridiche e di reinserimento sociale.







