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La mancata attuazione del principio di insularità e la concentrazione in Sardegna dei detenuti sottoposti al regime del 41-bis. Sono i due fronti su cui si concentra la critica di Marco Meloni, senatore del Partito democratico e coordinatore della Festa nazionale dell’Unità tematica “Intelligenze”, che a Cagliari ha accusato il governo di trascurare le esigenze dell’Isola.
Sul riconoscimento degli svantaggi legati alla condizione insulare, Meloni ha richiamato lo stallo della proposta di legge-quadro alla Camera, nonostante il principio sia entrato in Costituzione nel 2022. "Questo governo è del tutto disinteressato al destino della Sardegna. L’insularità è principio costituzionale dal 2022. Grazie al PD sono stati istituiti una Commissione bicamerale per la sua attuazione e un Fondo per il suo finanziamento, ma resta ferma alla Camera, nell’inerzia della maggioranza, la proposta di legge-quadro elaborata dalla Commissione. Il testo riprende un disegno di legge del PD e dice una cosa semplice: esiste un ‘fattore insulare’ da considerare in tutti gli interventi legislativi e di governo che riguardano le isole, che deve comportare norme e risorse specifiche per scuola, sanità, energia, trasporti e continuità territoriale. Sono idee che è importante rientrino nel programma del PD e della coalizione progressista per le prossime elezioni politiche".
Al centro dell’intervento anche il numero di detenuti al 41-bis ospitati nelle carceri sarde. Il senatore ha contestato la norma che privilegia le isole per la loro assegnazione, paventando conseguenze sul tessuto economico e sociale e ulteriori pressioni sul sistema sanitario regionale. "Mentre lascia ferma la legge sull’insularità, il governo trasferisce massicciamente in Sardegna i detenuti in regime di 41-bis, ossia i boss mafiosi e i camorristi più pericolosi d’Italia. A oggi - afferma - ospitiamo oltre un quarto del totale nazionale, presto rischiano di diventare un terzo".
"Il tutto - precisa- in applicazione di una norma del governo Berlusconi del 2009, votata anche da Giorgia Meloni e dai parlamentari sardi di destra dell’epoca. Una norma che stabilisce una ‘preferenza insulare’ per la collocazione di questi detenuti e che da oltre un anno chiediamo di cancellare, senza essere ascoltati neppure dai colleghi parlamentari sardi della destra, complici di questo disegno. Il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale della Sardegna è enorme. Il danno rischia di essere irreversibile. A questo si aggiungono le gravi conseguenze sulla sanità: i costi e i disagi per questi detenuti pesano sulla sanità della nostra Isola, pagata con i soldi dei sardi", ha concluso.







