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«Lo avevamo detto, nero su bianco, diversi giorni fa. Oggi purtroppo i fatti ci danno ragione». Così Aldo Salaris, consigliere regionale dei Riformatori Sardi, dopo la notizia di oggi del nuovo focolaio di dermatite nodulare bovina registrato a Muravera, con capi morti e una mandria colpita.
«Non siamo di fronte a un evento imprevedibile – sottolinea Salaris – ma al rischio concreto che avevamo segnalato con la nostra interrogazione di circa 20 giorni fa. Senza prevenzione e senza interventi tempestivi, la malattia sarebbe tornata a colpire il comparto zootecnico sardo, e così è stato».
Per questo motivo, l’esponente dei Riformatori torna a chiedere un intervento immediato della Regione, stavolta a emergenza in corso. «In primo luogo – afferma – si applichi subito l’ordinanza presidenziale e il protocollo operativo già esistenti per il controllo della malattia e dei vettori. Non c’è tempo da perdere, gli strumenti ci sono e vanno utilizzati senza esitazioni, non si può aspettare che i focolai si moltiplichino».
L’ordinanza, infatti, prevede misure straordinarie di disinfestazione larvicida e adulticida su aree pubbliche e private, demandando alle Province un ruolo operativo centrale nel contenimento degli insetti vettori, principali responsabili della diffusione del virus.
«Le Province devono attivarsi immediatamente, perché la lotta agli insetti non è facoltativa ma decisiva per contenere l’epidemia. Non possiamo rivivere mesi di blocchi, abbattimenti e danni economici. Difendere gli allevatori significa agire subito. La Regione batta un colpo e lo faccia adesso, prima che sia troppo tardi».







