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Le difficoltà che in queste settimane stanno investendo la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti plastici in decine di Comuni della Sardegna impongono un cambio di passo radicale rispetto alle soluzioni tampone. A lanciare l'allarme e proporre una svolta è il coordinatore e consigliere regionale dei Riformatori Sardi, Aldo Salaris, che sollecita le istituzioni ad abbandonare la logica della rincorsa perenne: "La crisi che sta interessando i Comuni sardi non può essere affrontata continuando a rincorrere l’emergenza. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare prospettiva e innovare il sistema, prendendo in considerazione nuove tecnologie come la pirolisi della plastica, che consente di trasformare determinati scarti plastici in prodotti riutilizzabili".
Per avviare questo percorso, l'esponente dei Riformatori ha inviato una lettera formale alla presidenza di ANCI Sardegna per aprire un confronto diretto con i sindaci e valutare la disponibilità dei territori a ospitare strutture ecologiche all'avanguardia capaci di rigenerare il rifiuto.
A fare da riferimento pratico potrebbe essere il polo di Pettoranello, in provincia di Isernia, indicato da Salaris come un modello virtuoso da approfondire per verificare se sia replicabile in terra sarda. L'obiettivo, sottolinea il consigliere, è guardare lontano ed evitare progetti a corto raggio, perché "la cronaca attuale lo conferma: non possiamo più continuare a progettare la gestione dei rifiuti soltanto per affrontare l’emergenza di oggi, ma dobbiamo iniziare a costruire la Sardegna dei prossimi cinquant'anni". Il vero paradosso dell'Isola risiede infatti nei numeri: la Sardegna vanta il primato nazionale per quantità di imballaggi in plastica raccolti pro capite dai cittadini, ma è priva di un apparato industriale capace di trattarli e riciclarli internamente.
Il risultato è un meccanismo farraginoso e costosissimo che, non appena gli impianti locali si saturano, obbliga a caricare la plastica sui camion per imbarcarla nei porti e spedirla oltre mare. Proprio per spezzare questa spirale di rincari legata al divario geografico, Salaris ha indirizzato una missiva anche al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo che lo Stato dia concreta attuazione al principio di insularità finanziando le opere necessarie: "Un investimento di questa portata deve essere sostenuto dal Governo e non può ricadere esclusivamente sulle casse regionali". La sfida finale, conclude il consigliere, è quella di realizzare una vera e propria filiera industriale autonoma che crei posti di lavoro, sviluppi competenze tecnologiche e trasformi una criticità ambientale in una solida opportunità di economia circolare per il futuro dell'Isola.






