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Il Consiglio regionale della Sardegna avvia una profonda riforma strutturale del proprio regolamento interno, con l’obiettivo di rendere più moderna ed efficiente l’attività legislativa e snellire le procedure in Aula. Le modifiche, presentate questa mattina in conferenza stampa dal presidente Piero Comandini, sono state approvate lo scorso maggio a maggioranza con l’astensione dell’opposizione e riguardano complessivamente 52 articoli.
"Avevamo un regolamento vecchio di oltre 13 anni e si andava avanti più per consuetudine che per regole scritte", ha spiegato il presidente nell’incontro a cui hanno partecipato i capigruppo della sola maggioranza. Nel corso delle ultime tre legislature, infatti, non si era riusciti ad aggiornare il testo, anche rispetto alla normativa nazionale ed europea, generando difficoltà nei lavori d’Aula e interpretazioni spesso non uniformi.
La riforma introduce criteri più stringenti sulla verifica della sostenibilità finanziaria delle proposte di legge e sulla valutazione degli effetti delle norme dopo la loro approvazione. Tra le principali novità figura la nascita del Comitato paritetico di controllo e valutazione delle politiche pubbliche, che sostituisce la precedente Commissione di verifica: sarà composto da otto consiglieri, in modo equilibrato tra maggioranza e opposizione, con il compito di monitorare l’efficacia delle leggi attraverso specifiche clausole valutative.
Per migliorare la qualità tecnica dei testi viene introdotta anche la “Scheda di analisi tecnico normativa”, utile a verificare la coerenza giuridica e la compatibilità costituzionale delle proposte. Ampio spazio viene dato inoltre alla digitalizzazione: convocazioni tramite PEC, sedute anche in modalità telematica e documentazione disponibile in formato digitale per i consiglieri.
Sul fronte della programmazione finanziaria, i disegni di legge collegati alla manovra dovranno essere discussi insieme alla legge di stabilità, per evitare norme estranee ai documenti contabili e garantire tempi certi. Diventa inoltre obbligatoria, ai fini della ricevibilità, la relazione tecnico-finanziaria che quantifichi oneri e coperture, in linea con le indicazioni della Corte dei Conti.






