«La Regione Sardegna non ha espresso intesa sulla proposta di riparto del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane perché continuiamo a riscontrare criteri che producono squilibri evidenti tra territori e penalizzano diverse Regioni, tra cui la Sardegna». Lo dichiara l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, al termine della Conferenza delle Regioni, svoltasi oggi.

«L’elenco dei comuni montani è già stato definito per decreto. A questo punto si tratta di stabilire come ripartire le risorse tra le Regioni e quindi sostenere concretamente l’operatività nei territori montani. Per questo riteniamo indispensabile attribuire maggiore peso al criterio della superficie territoriale», spiega l’assessore. «Oggi continuiamo a vedere situazioni difficilmente giustificabili: Regioni con superfici montane analoghe ricevono quote profondamente diverse di finanziamento. È una sperequazione che non possiamo considerare accettabile».

Spanedda sottolinea come la Sardegna abbia avanzato una proposta alternativa, costruita insieme ad altre Regioni, «capace di migliorare l’equilibrio complessivo senza stravolgere l’impianto del fondo».

«Non si tratta di una posizione di chiusura - afferma - abbiamo lavorato fino all’ultimo per una soluzione condivisa e più equa. La nostra proposta avrebbe migliorato la posizione di 11 Regioni, prevedendo solo riduzioni contenute per le altre. Prendiamo atto del fatto che si sia preferito agire diversamente nonostante si potessero valutare delle alternative, come abbiamo dimostrato».

«La richiesta di dare maggiore peso alla superficie non è una questione di schieramenti politici, ma di equità territoriale e di riconoscimento delle difficoltà nella gestione di territori vasti e fragili. La Regione Sardegna continuerà a rappresentare con forza gli interessi di tutto il territorio isolano, nessuno escluso», conclude l’assessore.