Nonostante le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, il piano di riorganizzazione del regime dei detenuti al 41-bis nelle carceri sarde prosegue senza rallentamenti. A confermarlo è stato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati Silvio Lai (Pd) e Francesca Ghirra (Avs).

Al centro della questione, gli interventi negli istituti penitenziari di Cagliari Uta, Nuoro Badu ’e Carros e Sassari Bancali. Secondo il guardasigilli, quanto in corso non è frutto di decisioni estemporanee, ma parte di un disegno strutturato: un “piano organico di riconversione” volto a una gestione più efficiente dei detenuti sottoposti al regime speciale.

La strategia, ha spiegato Nordio, si inserisce nel solco dell’ordinamento penitenziario, che suggerisce di “privilegiare le aree insulari” per questo tipo di detenzione. “Attualmente - scrive il ministro - è in fase di attuazione un piano organico di riconversione degli spazi detentivi destinati al regime speciale di cui all’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario”.

Nel dettaglio, il piano prevede la prossima apertura di una sezione dedicata nella casa circondariale di Uta, con una capienza complessiva di 92 posti, “la cui progettazione e realizzazione risultano documentate sin dal 2011”. Parallelamente, sono in corso interventi di adeguamento strutturale e funzionale nel carcere di Nuoro, con l’obiettivo di garantire “la piena conformità dell’istituto ai requisiti normativi previsti per il circuito speciale”.

Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, aggiunge Nordio, aveva già informato la Regione Sardegna dell’apertura dell’istituto di Uta nell’ambito della definizione del circuito regionale, specificando che la struttura sarebbe stata dotata di una sezione 41-bis da 92 posti, “analogamente alla casa circondariale di Sassari”.

Per quanto riguarda Badu ’e Carros, dove una sezione per il regime speciale è già operativa, è in corso un intervento di razionalizzazione e ampliamento degli spazi. “Gli interventi in corso sono volti a garantire la piena conformità degli ambienti agli standard normativi e di sicurezza previsti per il regime detentivo speciale”, sottolinea il ministro, precisando che i lavori dovrebbero concludersi entro l’anno.

Di segno opposto la lettura politica dell’operazione. “La risposta di Nordio contrasta profondamente con gli impegni presi con la Regione Sardegna e con la situazione reale, visto che gravi errori progettuali stanno rallentando i piani del governo”, afferma la deputata Ghirra.

L’esponente di Avs invita quindi a una revisione complessiva dell’impostazione: “Invitiamo il ministro a fermarsi e convocare un tavolo con la presidente Todde per rivedere la strategia di un sottosegretario che se ne infischiava della sorte dei detenuti e a cui sicuramente non stavano a cuore neanche i problemi della Sardegna”.

Il confronto resta dunque aperto, tra la linea del ministero che rivendica la coerenza del piano e le critiche politiche che ne mettono in discussione tempi, modalità e ricadute sul territorio.