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È stato un confronto acceso quello di oggi in Commissione Sanità tra la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e il centrodestra, convocato a seguito della bocciatura da parte della Consulta della legge di riorganizzazione sanitaria e del decreto di nomina dei nuovi direttori generali. La governatrice, intervenuta al termine della seduta, ha definito l’incontro “aspro” ma condotto con modalità corrette, sottolineando l’importanza di concentrare la discussione sui cittadini: “Una sanità che funziona non può prescindere dalle liste d’attesa, da ospedali che si prendono carico dei malati e da una sanità territoriale che viene ripristinata”, ha detto.
Todde ha difeso la gestione dell’interim in attesa dei tre direttori generali mancanti e confermato la volontà di attendere la sentenza del Tar prevista per il 14 gennaio sul ricorso dell’ex manager Flavio Sensi, garantendo la continuità amministrativa tramite i dirigenti più anziani. La presidente ha anche assicurato il dialogo con il Pd: “La maggioranza è solida. Il Pd governa insieme a noi, non appartiene a Marte, e si prende la responsabilità delle scelte come tutti gli altri partiti della coalizione”.
Dal centrodestra, invece, arriva una netta critica alla posizione della governatrice. “La presidente ci ha detto di non avere alcuna responsabilità sul disegno di legge perché lei non è un legislatore, ma rappresenta l’esecutivo e che in Aula avremmo potuto cambiarlo”, ha denunciato il capogruppo di Fdi Paolo Truzzu. Il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca ha aggiunto: “La Giunta e la maggioranza hanno deciso di andare avanti in ogni modo e oggi, dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, la presidente vorrebbe pure scaricare la colpa sul Consiglio”. L’opposizione annuncia una serie di emendamenti in vista dell’esame della Finanziaria in Aula martedì 13 gennaio, sottolineando che non resterà a guardare.






