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In Sardegna, l’abolizione della tassa addizionale di imbarco torna al centro del dibattito sul futuro dei collegamenti aerei. Secondo il presidente del Partito Sardo d’Azione, Antonio Moro, la misura rappresenta una condizione indispensabile per evitare la perdita di rotte operate dalle compagnie low cost, in particolare Ryanair, principale vettore europeo per numero di passeggeri.
Ryanair, che in Italia trasporta circa 65 milioni di passeggeri l’anno, detiene da sola circa il 50% del traffico complessivo ed è leader in 28 aeroporti su 37 scali commerciali. Negli ultimi anni diverse Regioni italiane – tra cui Calabria, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna – hanno scelto di farsi carico della tassa statale, pari a 6,50 euro a passeggero, ottenendo un incremento del traffico aereo, dell’offerta di collegamenti e degli investimenti, con ricadute positive su occupazione, economia e turismo.
In Sardegna, secondo Moro, l’eliminazione totale dell’addizionale di imbarco nei tre aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero comporterebbe un costo stimato di circa 35 milioni di euro l’anno. Alcune Regioni che hanno già adottato questa scelta, come Sicilia ed Emilia-Romagna, hanno però inizialmente azzerato la tassa solo negli scali con minore traffico passeggeri, con l’obiettivo di favorirne lo sviluppo e riequilibrare il sistema aeroportuale.
Per il presidente del Psd'Az, questa soluzione sarebbe immediatamente applicabile anche nell’Isola, "La sperimentazione - ha affermato Moro - parta da Alghero e, con i risparmi delle gare della continuità, può essere estesa a Cagliari e Olbia".
L’abolizione totale dell’addizionale di imbarco nello scalo di Alghero comporterebbe infatti, secondo Antonio Moro, un esborso annuo per la Regione di circa 5 milioni e 500 mila euro. Lo scalo registra circa 1 milione e 700 mila passeggeri all’anno, pari a una stima di 850 mila partenze. Una prima sperimentazione consentirebbe di valutare gli effetti della misura prima di una sua eventuale estensione agli altri aeroporti sardi.
Moro esprime inoltre perplessità sull’ipotesi, avanzata da alcuni esponenti della Giunta regionale, di eliminare la tassa solo nel periodo invernale, dal 30 ottobre 2026 al 27 marzo 2027, "Pensare di eliminare l’addizionale soltanto nel periodo invernale non consentirebbe infatti di trarre vantaggio dagli investimenti che le compagnie hanno assicurato di voler avviare per basare gli aeromobili, incrementare e stabilizzare rotte, tariffe e collegamenti, vanificando di fatto lo sforzo economico e le potenzialità del beneficio".
Secondo il presidente del Psd’Az, le risorse necessarie potrebbero essere reperite attraverso i risparmi derivanti dalle gare per la continuità territoriale. L’attuale Giunta ha stanziato 100 milioni di euro, ma le stime indicano un fabbisogno massimo pari a circa la metà, anche alla luce della rinuncia alle compensazioni economiche annunciata da alcune compagnie su rotte particolarmente onerose.
Tali risorse, conclude Moro, potrebbero essere destinate fin da subito all’abbattimento della tassa aeroportuale di imbarco, con l’obiettivo di rilanciare economia, turismo e occupazione in Sardegna.presidente del Partito Sardo d’Azione, la misura rappresenta una condizione indispensabile per evitare la perdita di rotte operate dalle compagnie low cost, in particolare Ryanair, principale vettore europeo per numero di passeggeri.






