Si è aperto alla Grande sala del popolo di Pechino il bilaterale tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un incontro segnato da toni concilianti ma anche da forti avvertimenti sul dossier Taiwan.

Gli Stati Uniti e la Cina dovrebbero essere partner, non rivali”, ha dichiarato Xi accogliendo Trump, definendosi “felice” della visita in una fase in cui il mondo si trova a un “bivio”. Il leader cinese ha poi sottolineato che il 2026 potrebbe diventare un “anno storico e di svolta” nelle relazioni tra i due Paesi.

Trump ha ricambiato con parole distensive, parlando del “fantastico rapporto” con Xi e definendolo un “grande leader”. “Avremo un futuro fantastico insieme”, ha detto il presidente americano, annunciando anche di aver invitato Xi alla Casa Bianca a settembre.

Nel corso dei colloqui, Xi ha però avvertito che la questione di Taiwan resta “il tema più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti” e che, se gestita in modo errato, potrebbe portare i due Paesi a “scontrarsi”, mettendo in pericolo l’intero rapporto sino-americano. Da Taiwan è arrivata la replica del governo, secondo cui la Cina rappresenta “l’unico rischio” per la stabilità regionale.

Nel vertice si è parlato anche di economia, commercio e crisi internazionali. Xi ha ribadito che “le guerre commerciali non hanno vincitori” e che la Cina “si aprirà ancora di più” al mondo. La Casa Bianca ha riferito che Washington e Pechino concordano sul fatto che lo Stretto di Hormuz debba “rimanere aperto e che l’Iran non possa dotarsi di armi nucleari.