È salito ad almeno 132 morti e oltre 570 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia il 10 agosto. Sono 87 le vittime registrate nelle città capoluogo, mentre proseguono le operazioni di soccorso e la valutazione dei danni.

Tra le situazioni più critiche c’è quella di Cali, dove gli ospedali hanno dichiarato l’allerta rossa dopo aver raggiunto il 100% della capacità. In città si contano almeno 26 morti e 456 feriti. Quattro grandi strutture sanitarie sono state evacuate e alcune hanno riportato danni, con pazienti assistiti anche nelle aree esterne. Gli interventi chirurgici, le visite e le prestazioni non urgenti sono state temporaneamente riprogrammate.

Sempre a Cali, il sindaco Alejandro Eder ha disposto il coprifuoco e la presenza di militari in alcune zone per prevenire possibili saccheggi e consentire ai soccorritori di lavorare. Lo stesso Eder è stato aggredito durante le operazioni di assistenza: una pietra lo ha colpito alla testa.

Tra le notizie più drammatiche anche quella di un responsabile aziendale di Medellín che, dopo l’evacuazione, avrebbe minacciato i dipendenti che lasciavano il posto di lavoro. A Cali, invece, i soccorritori hanno estratto vivi dalle macerie una madre e il figlio neonato, rimasti intrappolati nel crollo di un edificio.

Sul fronte degli aiuti, gli Stati Uniti hanno annunciato uno stanziamento di 15,5 milioni di dollari, mentre il Venezuela ha offerto squadre specializzate per le ricerche e il soccorso. A Pereira sono stati inviati carburante, generatori, autobotti e medicinali. Il sisma ha avuto conseguenze anche sullo sport: la Conmebol ha rinviato due partite internazionali in programma in Colombia.