Teheran ha lanciato un segnale forte al mondo, mostrando la capacità di minacciare obiettivi fino a 4.000 chilometri di distanza, prendendo di mira la base anglo-americana di Diego Garcia. Nonostante l’attacco sia fallito, uno dei missili ha avuto un malfunzionamento e un altro è stato intercettato da una nave americana con un SM-3, il raid dimostra comunque il potenziale iraniano. “Berlino, Parigi e Roma, e sono tutte a portata di tiro diretta”, ha avvertito il capo di stato maggiore dell’IDF, Eyal Zamir, sottolineando la portata del raggio d’azione dei missili.

L’attacco arriva dopo settimane di escalation in Medio Oriente. L’Iran ha colpito anche la città israeliana di Dimona, sede di un impianto nucleare, causando almeno 39 feriti, tra cui un bambino di 10 anni. Secondo l’AIEA, a Natanz non si sono registrati aumenti dei livelli di radiazione.

Gli Stati Uniti e Israele hanno risposto con attacchi mirati e bombardamenti contro depositi di missili e siti di supporto dell’intelligence iraniana. “Non solo abbiamo distrutto la struttura, ma anche siti di supporto all'intelligence e ripetitori radar missilistici utilizzati per monitorare i movimenti delle navi”, ha dichiarato il comandante del Centcom Brad Cooper.

Il conflitto, ormai alla quarta settimana, mantiene alta la tensione nello stretto di Hormuz e nelle regioni circostanti, mentre l’Iran celebra le festività religiose e culturali senza la presenza pubblica della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Al suo posto, il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni Ejei ha guidato le preghiere nella grande moschea Imam Khomeini a Teheran, con strade affollate di fedeli.