Restano appesi a un filo i negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla tregua in Medio Oriente, in un clima reso ancora più teso dagli ultimi sviluppi militari. Dopo l’attacco americano a una nave iraniana nello Stretto di Hormuz, volto a impedirne il transito, media vicini a Teheran riferiscono di raid con droni contro imbarcazioni statunitensi nella stessa area.

In questo contesto, l’Iran non ha ancora sciolto le riserve sulla partecipazione al nuovo ciclo di colloqui previsto a Islamabad. Il portavoce del ministero degli Esteri ha confermato che una decisione non è stata ancora presa, mentre fonti pakistane parlano di una possibile apertura all’invio di una delegazione, lasciando spazio a un cauto ottimismo.

"I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti", ha detto Donald Trump al New York Post, aggiungendo che JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner "stanno andando, arriveranno nella serata di Islamabad" e ribadendo: "Non ho alcun problema a incontrarli".

Il presidente Usa ha anche sottolineato la forza del blocco marittimo contro Teheran: "Il blocco è molto potente, molto forte. Perdono 500 milioni di dollari al giorno finché il blocco è in vigore. Lo controlliamo noi, non lo controllano loro". Trump ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui starebbe valutando le indicazioni del capo dell’esercito pakistano Asim Munir sul possibile allentamento delle restrizioni.

Intanto, l’Iran ha riaperto i principali aeroporti civili di Teheran, dopo le chiusure legate al conflitto con Stati Uniti e Israele, consentendo la ripresa graduale dei voli passeggeri.