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Terribili aggiornamenti in merito al bilancio della repressione delle proteste in Iran dove, secondo l’ong statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), il numero dei morti è salito ad almeno 116, raddoppiando nel giro di poche ore. Tra le vittime, riferisce l’organizzazione, sette sono minorenni. Le autorità iraniane avrebbero inoltre proceduto all’arresto di 2.638 persone.
La notizia è stata riportata da Sky News, mentre Hrana denuncia l’uso della forza letale contro i manifestanti e il ricorso a minacce di condanne capitali come strumento di deterrenza. Prosegue intanto il blackout di internet imposto dalle autorità di Teheran, che rende difficile verificare in modo indipendente la situazione sul terreno.
Sul piano regionale, cresce la tensione. Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento militare degli Stati Uniti contro l’Iran. Lo scrive Reuters, citando tre fonti israeliane. In questo contesto, da Teheran arriva un avvertimento diretto a Washington: “Se gli Usa ci attaccano colpiremo Israele e le basi americane”.
Gaza, piani israeliani per una nuova offensiva: attesa la decisione degli Usa
Parallelamente, emergono indiscrezioni su una possibile nuova fase del conflitto a Gaza. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, l’esercito israeliano “ha elaborato piani per lanciare nuove massicce operazioni militari intensive a Gaza a marzo”. L’operazione, riferisce una fonte israeliana citata dal quotidiano, sarebbe mirata a Gaza City e avrebbe l’obiettivo di “spingere la linea gialla di demarcazione del cessate il fuoco verso la costa dell’enclave”, ampliando ulteriormente l’area sotto controllo israeliano.
Un diplomatico arabo, citato nello stesso articolo, sottolinea tuttavia che l’offensiva “non potrà partire senza il via libera degli Stati Uniti”. Washington starebbe infatti cercando di consolidare il fragile cessate il fuoco raggiunto a ottobre, puntando a una seconda fase che includa “il disarmo di Hamas”.








