Sono stati recuperati anche gli ultimi due corpi dei sub italiani morti durante l’immersione nelle grotte marine di Alimathà, alle Maldive. Si tratta di Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice 31enne, e della 22enne Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Monica Montefalcone. Entrambi i corpi sono stati riportati a bordo della barca appoggio nella giornata di oggi, mercoledì 20 maggio, secondo quanto riferito da fonti della Farnesina.

Ieri, martedì 19, sono stati recuperati i corpi della professoressa Monica Montefalcone e del ricercatore Federico Gualtieri, ritrovati nella parte più remota della caverna marina che il gruppo stava esplorando. Il primo corpo recuperato era stato quello dell’operatore Gianluca Benedetti, la cui salma è già rientrata in Italia.

Le operazioni di recupero sono state condotte da un team di sub esperti finlandesi all’interno del complesso sistema di grotte sommerse dove i cinque italiani hanno perso la vita durante un’immersione avvenuta giovedì scorso.

Nel frattempo proseguono anche le indagini. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. I pm di piazzale Clodio disporranno le autopsie sui corpi non appena rientreranno in Italia e affideranno ulteriori accertamenti investigativi per chiarire le cause dei decessi. Gli inquirenti ascolteranno inoltre i connazionali presenti a bordo della safari boat “Duke of York”.

Sempre martedì, i tre sub finlandesi impegnati nelle operazioni hanno consegnato alla polizia maldiviana le telecamere GoPro e diverse attrezzature subacquee recuperate all’interno della grotta. Secondo quanto riferito su X dall’account Maldives Security Desk, il materiale è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

Per gli investigatori, i dispositivi potrebbero contenere elementi fondamentali per comprendere gli ultimi momenti dell’immersione: il percorso seguito dai sub italiani, la profondità raggiunta, le condizioni di visibilità e le eventuali difficoltà tecniche incontrate nel sistema di caverne.

Sulla possibile dinamica della tragedia è intervenuto anche Alfonso Bolognini, presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, che in una conversazione con Adnkronos ha spiegato: “I sub italiani morti alle Maldive erano troppo esperti per improvvisare una visita alle grotte senza l’adeguata preparazione di cui erano perfettamente al corrente vista la loro alta preparazione. Hanno fatto un sopralluogo visivo per una futura esplorazione e sono invece stati risucchiati all’interno da una fortissima corrente provocata dalla particolare conformazione del sito subacqueo caratterizzato da entrata e uscita: un ‘effetto Venturi’ ai -50 metri”.

Secondo questa ipotesi, la conformazione della grotta avrebbe generato una violenta corrente capace di trascinare il gruppo verso l’interno della cavità, rendendo impossibile il ritorno in superficie.