C’è la conferma ufficiale della Farnesina: i corpi dei quattro subacquei italiani dispersi da giovedì scorso nell'atollo di Vaavu, alle Maldive, sono stati individuati. Le salme si trovano nel terzo segmento della grotta sottomarina presso il sito di Dhekunu Kandu (vicino ad Alimathà), bloccate in un ambiente profondo e ristretto a circa 60 metri di profondità.

Le Forze di Difesa Nazionali delle Maldive (Mndf) hanno annunciato la localizzazione delle vittime, precisando che le operazioni di recupero si preannunciano "tecnicamente impegnative, emotivamente intense e operativamente complesse".

La svolta è arrivata questa mattina grazie all'intervento di un team d'élite di Dan Europe, l'organizzazione internazionale per la sicurezza subacquea. Tre dei massimi esperti mondiali di speleosubacquea e search & recovery – i finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist – si sono immersi intorno alle 8:30 per una complessa missione di ricognizione durata tre ore.

Per penetrare in sicurezza nel labirinto di roccia, il team ha utilizzato attrezzature speciali ad altissima tecnologia.

Il portavoce del governo delle Maldive, Mohamed Hussain Shareef, ha spiegato alla Cnn la strategia per le prossime ore. Le operazioni verranno scaglionate per garantire la massima sicurezza dei soccorritori, che lavorano in stretta cooperazione con la Guardia Costiera locale e i tecnici supportati da attrezzature speciali fornite da Regno Unito e Australia. Ogni immersione sarà tassativamente limitata a un massimo di 3 ore. Salvo complicazioni dovute al meteo o alle correnti, i soccorritori contano di riportare in superficie due corpi nella giornata di martedì e gli ultimi due mercoledì.

Con l'individuazione dei quattro dispersi si chiude la speranza di trovare sopravvissuti, confermando il bilancio drammatico di cinque vittime totali. Il corpo di Gianluca Benedetti, l'istruttore padovano che faceva da guida, era stato infatti recuperato già poche ore dopo l'incidente. Nella grotta di Alimathà hanno trovato la morte la docente dell'Università di Genova Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la giovane biologa marina torinese Muriel Oddenino e l'istruttore novarese Federico Gualtieri. L'Ambasciata d'Italia a Colombo rimane sul posto a Malé per coordinare il rientro delle salme in Italia non appena i subacquei avranno completato il loro drammatico compito.