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Nuove tensioni sullo Stretto di Hormuz e nel Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avverte gli alleati della NATO: se non contribuiranno a garantire la sicurezza e l’apertura della rotta strategica, le conseguenze per l’alleanza potrebbero essere “molto negative”. In un’intervista al Financial Times il presidente americano chiama in causa anche Cina, ricordando che “Dovrebbe aiutare, il 90% del suo petrolio viene da lì”, e attende una risposta prima del viaggio previsto a fine mese per incontrare Xi Jinping, appuntamento che potrebbe anche slittare.
Nel frattempo Pechino risponde sul fronte commerciale, invitando Washington a “correggere immediatamente i propri comportamenti scorretti”. Il ministero del Commercio cinese ha infatti protestato per le nuove indagini annunciate dagli Stati Uniti poco prima di un nuovo ciclo di negoziati tra le due principali economie mondiali.
Trump intanto rilancia le accuse contro Iran, sostenendo che “Possiamo colpire Kharg in 5 minuti, fanno disinformazione con l'IA”, mentre sui negoziati afferma: “stiamo parlando con loro, ma non credo siano pronti”. Le compagnie petrolifere, però, avvertono che la crisi potrebbe aggravarsi.
Sul terreno militare, Israele ritiene che serviranno “almeno altre tre settimane” di operazioni perché “restano migliaia di obiettivi da colpire”, e nella notte ha lanciato una nuova offensiva su larga scala contro Teheran. Parallelamente l’esercito israeliano ha annunciato “operazioni terrestri limitate e mirate” contro Hezbollah nel sud del Libano, con l’obiettivo di colpire roccaforti del gruppo e rafforzare la difesa lungo il confine settentrionale.
In questo contesto l’Unione Europea valuta un possibile rafforzamento della missione navale Aspides, mentre Regno Unito considera l’invio di droni dragamine. Il dossier è atteso oggi sul tavolo del Consiglio Esteri.






