Israele resta diviso dopo le elezioni generali, con nessuno schieramento in grado, al momento, di assicurarsi una maggioranza chiara. I dati parziali e gli exit poll restituiscono un quadro ancora incerto, con risultati che potrebbero cambiare con il proseguire dello scrutinio.

Secondo gli exit poll di Channel 12, il Likud del premier Benjamin Netanyahu ottiene 24 seggi, contro i 22 di Yashar, il partito guidato da Eisenkot. Il blocco di quest'ultimo sarebbe però avanti nel confronto tra coalizioni, con 52 seggi contro i 50 dello schieramento del primo ministro.

Con il 50,1% delle schede scrutinate, i dati della Commissione elettorale centrale indicano invece, secondo le proiezioni, 56 seggi per il blocco di Netanyahu, 49 per l'opposizione e 15 per i partiti arabi. Gli exit poll segnalano dunque una situazione di sostanziale equilibrio.

Netanyahu rivendica il risultato del Likud e punta a un governo di destra: "Il Likud è il partito più grande d'Israele e la coalizione ha una maggioranza. Per questo dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi".

Anche Donald Trump interviene sul voto. Su Truth il presidente americano sostiene che il proprio appoggio abbia cambiato le prospettive del premier israeliano, portandolo da una possibile sconfitta a una situazione di stallo, se non addirittura a una vittoria.