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Il Medio Oriente precipita in una nuova escalation dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Resta fitto il mistero sulle condizioni della Guida Suprema, Ali Khamenei: funzionari israeliani lo hanno dato per morto, mentre l’emittente iraniana Al-Alam TV ha annunciato un suo imminente intervento televisivo, notizia rilanciata da Al Jazeera. Più tardi Haaretz ha scritto che Israele “indaga per verificare” se Khamenei “sia rimasto ferito”. Intanto Teheran continua a rispondere con il lancio di missili.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che “ci sono segnali” della morte del leader iraniano. Il Jerusalem Post riferisce inoltre dell’uccisione del genero e della nuora di Khamenei, citando un membro del consiglio comunale di Teheran.
Secondo la Mezzaluna Rossa, le vittime in Iran superano quota 200. L’esercito israeliano parla di circa 200 caccia impiegati contro 500 obiettivi, definendo l’operazione il più grande raid aereo della propria storia. I Pasdaran annunciano la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Ripercussioni anche a Dubai: esplosioni sull’isola artificiale Palm Jumeirah hanno causato quattro feriti. Bloccato negli Emirati il ministro della Difesa Guido Crosetto per la sospensione dei voli. Gli Stati Uniti invitano le navi commerciali a evitare il Golfo.








