L'intesa raggiunta a Islamabad tra Iran e Stati Uniti è definitivamente saltata. A una settimana dal fallimento della tregua e dopo una nuova notte di bombardamenti reciproci, Teheran ha annunciato la fine degli impegni assunti con Washington, accusando gli Usa di aver violato l'accordo con gli attacchi contro ponti, impianti elettrici e altre infrastrutture. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che "l'Iran ha interrotto i suoi impegni previsti dal memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti".

Durissimo anche il messaggio della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che ha definito "priva di valore" la firma di Donald Trump sull'accordo di Islamabad. "Le ripetute violazioni del Grande Satana del memorandum d'intesa firmato tra i presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti hanno una volta di più dimostrato a tutti quanto sia inutile la firma del presidente degli Stati Uniti", ha affermato, accusando Washington di "bullismo e barbarie" e minacciando di impartire agli Usa "lezioni indimenticabili".

Intanto i combattimenti continuano. In Giordania due soldati americani sono morti in un attacco attribuito all'Iran, portando a 16 il numero dei militari statunitensi uccisi nel conflitto. Raid iraniani hanno colpito anche Kuwait e Bahrein, mentre secondo i media di Teheran missili americani hanno centrato infrastrutture nella provincia di Hormozgan, lasciando senza acqua potabile una ventina di villaggi e causando tre morti e otto feriti.