PHOTO
Una finale travolgente, imprevedibile e, come ormai da tradizione, densa di risvolti politici. L'Eurovision Song Contest 2026 incorona a sorpresa la Bulgaria: a trionfare sul palco di Vienna è la cantante Dara con il brano Bangaranga, un potente inno alla libertà che è riuscito nell'impresa di mettere d'accordo giurie di qualità e televoto, regalando al suo Paese la prima storica vittoria nella competizione.
Niente da fare per l'Italia, che manca il podio ma incassa comunque un ottimo quinto posto grazie a Sal Da Vinci. Il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo, con la sua Per Sempre Sì, ha regalato un'esibizione spettacolare arricchita da un abito da sposa tricolore e giochi pirici.
Dara ha dominato la classifica finale con ben 516 punti. Alle sue spalle si è piazzato Israele (secondo con 343 punti), spinto da un massiccio voto del pubblico da casa nonostante il clima di fortissima tensione. Il terzo gradino del podio è andato alla Romania (296 punti), seguita dall'Australia al quarto posto. Delusione invece per la Finlandia, grande favorita della vigilia, che non è andata oltre la sesta posizione.
A sostenere Sal Da Vinci a Vienna è volato anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, presente per sottolineare il supporto istituzionale alla musica italiana e promuovere il turismo musicale come risorsa strategica per il Paese.
Più che per le coreografie e i look eccentrici, l'edizione 2026 verrà ricordata per le pesanti spaccature politiche legate al conflitto a Gaza. Ben cinque Paesi (tra cui Spagna, Paesi Bassi e Irlanda) hanno deciso di disertare l'evento in segno di protesta contro la partecipazione di Israele.
Le tensioni geopolitiche sono esplose anche sul palco attraverso i messaggi dei cantanti: l'israeliano Noam Bettan ha chiuso la sua performance gridando lo slogan di resilienza "Am Yisrael Chai" ("Il popolo di Israele vive"), mentre l'ucraina Viktorija Leléka ha infiammato l'arena con il tradizionale "Slava Ukraini!" ("Gloria all'Ucraina!").





