La prenotazione di una visita specialistica, il pagamento di un ticket sanitario o la conferma di un appuntamento medico: è allarme per le truffe che sfruttano il nome del Centro Unico di Prenotazione (CUP) e delle strutture sanitarie. Attraverso SMS ed email apparentemente ufficiali, i malintenzionati cercano infatti di convincere i cittadini a cliccare su collegamenti fraudolenti, richiamare numeri a pagamento o fornire dati personali e bancari.

Il meccanismo è semplice, ma particolarmente insidioso perché fa leva su situazioni che riguardano la vita quotidiana: la vittima riceve un messaggio che sembra provenire dagli uffici CUP o da un ente sanitario. Il testo segnala una presunta comunicazione urgente, un pagamento ancora da effettuare, una prenotazione da confermare oppure il rischio di perdere una prestazione medica già fissata.

In alcuni casi viene inserito un link che rimanda a una pagina web contraffatta, realizzata per riprodurre l’aspetto di un portale istituzionale. Qui vengono richiesti dati personali, informazioni sanitarie e soprattutto gli estremi della carta di credito o di debito, con il pretesto di saldare il ticket o completare la procedura.

Altre campagne fraudolente invitano invece a contattare numerazioni telefoniche a pagamento, spesso con prefissi come 893, presentate come numeri di assistenza o riferimenti degli uffici sanitari. La telefonata può comportare addebiti molto elevati sul credito telefonico o sulla bolletta.

Un elemento che può aiutare a riconoscere la frode è anche l’utilizzo di denominazioni scorrette, come "Centro Unico Primario" al posto di Centro Unico di Prenotazione.

I consigli dei Carabinieri: cosa fare per non cadere nella trappola

I Carabinieri, nelle proprie indicazioni per la prevenzione delle truffe informatiche, richiamano l’attenzione sui rischi dello smishing, la tecnica utilizzata dai criminali per sottrarre informazioni attraverso falsi SMS.

Le raccomandazioni sono precise: non cliccare sui link contenuti nei messaggi sospetti, non rispondere a comunicazioni provenienti da mittenti sconosciuti e non fornire mai password, credenziali di accesso, codici di sicurezza o dati delle carte di pagamento.

È importante, inoltre, non richiamare i numeri telefonici indicati negli SMS sospetti. Per verificare l’esistenza di una prenotazione, controllare un pagamento o ricevere informazioni su una prestazione sanitaria, bisogna utilizzare esclusivamente i recapiti e i portali ufficiali della propria Regione o della struttura sanitaria interessata.

In caso di dubbi, è sempre preferibile contattare direttamente il CUP attraverso i numeri ufficiali, senza utilizzare i riferimenti contenuti nel messaggio ricevuto.

Cosa fare se si riceve un messaggio sospetto

La prima regola è non lasciarsi condizionare dall’urgenza. Minacce di cancellazione di una visita, richieste di pagamento immediato e presunte irregolarità amministrative sono spesso utilizzate proprio per spingere la vittima ad agire senza effettuare verifiche.

Se si riceve un SMS o un’email sospetta, è consigliabile non interagire con il mittente, cancellare il messaggio e segnalarlo alla Polizia Postale attraverso i canali ufficiali.

Se, invece, si è già cliccato sul link e sono stati inseriti dati bancari, è necessario contattare immediatamente la propria banca per bloccare la carta e verificare eventuali operazioni non autorizzate. Qualora siano state condivise password o credenziali, occorre modificarle tempestivamente e attivare, dove disponibile, l’autenticazione a due fattori.

La prudenza resta quindi lo strumento più efficace per proteggersi: nessuna comunicazione apparentemente urgente deve indurre a consegnare dati personali o bancari senza aver prima verificato la sua autenticità.