Quattro persone sono state arrestate dai Carabinieri nel Sulcis Iglesiente, durante le prime ore del mattino di oggi, martedì 8 settembre 2026, in relazione all'omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 ucciso il 7 agosto 2025 a Buddusò, in provincia di Sassari.

L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba nei comuni di Iglesias, Nuxis e Carbonia. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Sassari e condotta anche con il contributo del Reparto Investigazioni Scientifiche e del Reparto Anticrimine di Cagliari, avrebbe permesso di ricostruire le diverse fasi della progettazione e dell’esecuzione del delitto. In azione i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, delle Compagnie di Ozieri e Iglesias, con il supporto dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Sardegna”, dei Carabinieri Cinofili di Abbasanta e dell’11° Nucleo Elicotteri di Elmas, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura.

Sono l'ex fidanzata della vittima, Maria Cristina Falchi, 57 anni di Iglesias, e il suo attuale compagno, Ramon Pirosu, 45 anni di Carbonia, collega della vittima, per la Procura di Sassari i mandanti dell'omicidio di Marco Pusceddu. I due sono stati arrestati stamattina dai carabinieri del Comando provinciale di Sassari, insieme con i due presunti killer, Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic di 26, pagati circa 15mila euro per eliminare Pusceddu. Il delitto sarebbe stato commissionato a seguito di dissidi di natura personale, sentimentale e professionale.

Per ricostruire la dinamica dell’omicidio, i Carabinieri hanno utilizzato anche intercettazioni telefoniche e analizzato numerose immagini degli impianti di videosorveglianza. Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare l’autovettura utilizzata dai presunti esecutori per raggiungere Buddusò la notte del delitto e per allontanarsi successivamente.

Secondo quanto appurato dalle indagini coordinate dalla pm di Sassari, Elisa Succu, e svolte dai carabinieri della Compagnia di Ozieri e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sassari, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Iglesias e dei reparti Investigazioni scientifiche e Anticrimine di Cagliari, gli arrestati avevano fallito un primo tentativo di uccidere Pusceddu, pochi mesi prima dell'omicidio.

Il 28 aprile 2025 il volontario del 118, originario di Portoscuso, era stato aggredito in una piazzola di sosta isolata in località Flumentepido, nel territorio di Carbonia. Pusceddu, dopo essere stato attirato sul posto con un pretesto, sarebbe stato aggredito alle spalle mentre era intento a sostituire uno pneumatico dell'auto di Ramon Pirosu, e colpito alla testa con una picozza, riportando una frattura pluriframmentaria della teca cranica e lesioni gravissime che lo avevano reso inabile al lavoro fino al luglio 2025.

Secondo gli inquirenti, mandanti ed esecutori del tentato omicidio e dell'omicidio sono gli stessi. L'arma usata per uccidere Pusceddu, una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa, è stata recuperata a gennaio 2026 nella roulette di uno dei due killer.

Gli arrestati, ora rinchiusi nel carcere di Uta (Cagliari), sono accusati di omicidio premeditato, commissionato e compiuto con il movente di intrecci passionali e professionali tra la vittima e i due mandanti.