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Italia Nostra Sardegna ha presentato al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica un formale atto di osservazioni con cui chiede la sospensione o il rigetto della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale per il progetto "Derivazione per Portovesme e Allacciamento Eurallumina", inserito nel più ampio piano di metanizzazione dell'Isola.
L'associazione ambientalista contesta l'iter sotto diversi aspetti. Tra le criticità evidenziate c'è l'avvio della procedura mentre è ancora in corso la consultazione pubblica promossa da Arera, i cui risultati potrebbero modificare o addirittura escludere la necessità dell'opera. Inoltre, secondo Italia Nostra, il metanodotto viene esaminato separatamente dalla nave rigassificatrice (Fsru) a cui è collegato, senza una valutazione complessiva degli impatti.
"Il quadro normativo di riferimento, inoltre, è radicalmente mutato", osserva Italia Nostra Sardegna, "Il DPCM 10 settembre 2025, che giustificava l'infrastruttura come ponte per l'abbandono del carbone entro il 2028, è stato superato dal 'decreto bollette' (D.L. 21/2026), che proroga l'uso del carbone fino al 2038, facendo venire meno ogni urgenza".
L'associazione sottolinea inoltre che il tratto Centro-Sud dell'opera vale circa 540 milioni di euro e che gran parte della domanda di gas prevista sarebbe destinata alla raffineria Eurallumina, ferma dal 2009. "Subordinare un'infrastruttura pubblica da mezzo miliardo al fabbisogno di un impianto chiuso da 17 anni è rischioso e ingiustificato".






