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Da Tortolì a Cagliari per protestare contro la riforma degli istituti tecnici. È proseguito oggi, con una seconda giornata di sciopero, il presidio organizzato sotto il Consiglio regionale da Usb, Cgil e Cobas. Dopo la manifestazione di ieri, anche oggi in piazza erano presenti studenti, insegnanti e rappresentanti del mondo della scuola, compresa una delegazione di docenti arrivata dall’Ogliastra.
“Saremo i più penalizzati dalla riforma”, hanno spiegato gli insegnanti presenti al sit-in, tra bandiere, cartelli e interventi dedicati alle modifiche introdotte dal Governo e alle possibili iniziative di contrasto.
Durissima la posizione dei Cobas, che in un volantino chiedono le dimissioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Secondo il sindacato di base, la riforma comporterebbe una riduzione delle ore di lezione e l’accorpamento di più discipline, sia comuni sia di indirizzo, con un forte ridimensionamento del tempo scuola. Contestata anche la cosiddetta “quota di flessibilità”, che secondo i Cobas rischierebbe di orientare la formazione degli studenti in funzione delle richieste delle imprese locali, indebolendo il valore del diploma e trasformando gli istituti tecnici in percorsi destinati a creare “manodopera dequalificata, precaria e pagata con bassi salari”.
Tra i punti più criticati anche il potenziamento dei percorsi scuola-lavoro già dai 15 anni e l’aumento delle ore dedicate alla formazione scuola-lavoro nel triennio finale. I Cobas denunciano inoltre il possibile ricorso a “esperti” aziendali nelle classi e il rischio di tagli alle cattedre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Da qui la richiesta di revocare la riforma e le dimissioni del ministro.






