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È stata rinviata al primo dicembre l'apertura del processo in Corte d'assise a Sassari contro Giovannino Pinna, imputato per omicidio volontario per la morte del cugino Davide Calvia, scomparso il 12 aprile 2023 dopo il misterioso naufragio dell'imbarcazione su cui si trovavano al largo dell'Asinara.
A comunicare il rinvio è stata la giudice Monia Adami. La decisione è legata alla riorganizzazione della sezione penale, che potrebbe comportare cambiamenti nella composizione del collegio giudicante. Il procuratore Armando Mammone ha chiesto che alla prima udienza venga conferito anche l'incarico al perito per le trascrizioni.
Pinna, presente in aula e assistito dall'avvocato milanese Niccolò Vecchioni, ha lasciato il tribunale senza parlare, a capo chino, passando davanti ai familiari e agli amici della vittima, che indossavano magliette con la scritta "Giustizia per Davide".
Dura la reazione della sorella Nadia Calvia: "L'ho guardato con lo schifo che ha una sorella a cui le hanno ammazzato il fratello". E ha aggiunto: "Chi sa e non parla è colpevole quanto chi ne ha causato la morte. Un colpevole c'è, mio fratello da solo non è morto. E quel giorno non era da solo e chi era con lui si ostina a non parlare. Adesso il processo è iniziato, perché continua a non parlare? Ha qualcosa da nascondere?".
La Procura ha indicato 27 testimoni, tra cui alcuni consulenti. Tra gli elementi emersi dalle carte figura anche un possibile movente passionale: Calvia avrebbe avuto una relazione con la compagna del cugino. Una settimana prima del naufragio, Pinna avrebbe detto alla zia: "Io prima o poi a tuo figlio te lo ammazzo".






