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La trasmissione di Italia 1 Le Iene ha riacceso di recente i riflettori sulla morte di Davide Calvia, il 37enne sassarese che perse la vita in circostanze mai chiarite nelle acque del Golfo dell’Asinara il 12 aprile 2023.
L’uomo si trovava in barca col cugino Giovannino Pinna, 38 anni, quando questi allertò i soccorsi informando la centrale operativa della Guardia costiera del fatto che stessero affondando. Giovannino venne ritrovato vivo a Platamona alcune ore più tardi, il cadavere di Davide, invece, fu ripescato il 22 aprile al largo di Lu Bagnu (Castelsardo).
Quelle che sembravano le dinamiche di incidente, però, hanno assunto col tempo connotati sempre meno chiari convincendo la Procura di Sassari a rinviare a giudizio Giovannino Pinna per omicidio volontario. Secondo l’accusa l’uomo, dopo aver ucciso Davide, avrebbe inscenato il naufragio facendo inabissare la barca sulla quale si trovavano per nascondere le prove. Una tesi che la famiglia Calvia sosteneva da tempo. L'indagato dovrà presentarsi in Tribunale a Sassari il 27 maggio prossimo per l'udienza preliminare.
Nelle scorse settimane, il servizio della iena Nina Palmieri ha svelato nuovi inquietanti scenari. Li abbiamo approfonditi con Nadia Calvia, sorella di Davide.
Sembra che tuo fratello fosse coinvolto in giri strani e pericolosi.
«Nel servizio ci sono dei passaggi che lo fanno pensare, ma voglio precisare alcune cose. Ad esempio, quando si fa riferimento a un’intercettazione del padre di Giovannino che dice al figlio “Aspettati visite a casa: lui ti cerca e ti trova”, si parla di una presunta truffa sui funerali per la quale erano stati indagati e poi assolti i Pinna. La vicenda, dunque, non ha niente a che vedere con mio fratello».
Dell’ipotesi avanzata a Le Iene da un testimone col volto oscurato, secondo cui Giovannino avrebbe “venduto” Davide a qualcuno di più grosso di loro, cosa pensi?
«Che è una cazzata. Io stessa prima di trovare Davide credevo a questa cosa. Mi erano arrivate delle voci, si diceva che stessero rubando pesce, che rubassero dalle vasche dei corsicani, che fossero coinvolti in traffici di droga. Tutte queste cose le dissi anche ai carabinieri. Quello che emerso dopo, però, mi ha convinto che non c’è nulla di vero».
Ci sarebbe un’intercettazione del padre di Pinna che raccontando di una videochiamata fatta al figlio la sera della tragedia direbbe: “Quando ti ho visto non era Davide quello in barca, c’è qualcosa che non quadra”.
«Roberto, il padre di Giovannino, ha dato molteplici versioni proprio come il figlio. Io penso che Giovannino non possa aver fatto tutto da solo quel giorno. Deve aver avuto un complice fidato fra le persone a lui vicine. Il padre ha raccontato ai carabinieri di aver fatto una videochiamata ai due un paio d'ore prima del naufragio, li avrebbe visti mentre ridevano e scherzavano insieme. Riferisce che stavano bene, erano tranquilli, non sembravano ubriachi. Dunque ai carabinieri avrebbe detto qualcosa di diverso rispetto a quello che sostiene parlando col figlio. Perché?».
Col padre di Giovannino avete mai avuto a che fare da quando è accaduto il fatto?
«Il mio ex marito andò con lui sul litorale dove era stato trovato il figlio, hanno presenziato alle fasi di soccorso e trasporto in ospedale. Poi sono tornati sul posto per vedere se ci fossero tracce di Davide. Mia madre gli ha mandato qualche messaggio nei giorni successivi confrontandosi con lui sul fatto che Davide non si trovasse. Poi nient’altro».
Pensate che il ritrovamento di Giovannino in spiaggia sia una messa in scena?
«Sì, io l'ho sempre detto. È una dinamica troppo strana: non mi sono mai spiegata questo ritrovamento di notte, non si vedeva a un palmo dal naso. Sono emerse troppe cose che mi accendono tanti campanelli di allarme. Ma la cosa che più mi tormenta è: se Giovannino era l’unica persona in compagnia di Davide, perché non parla e racconta la verità sull’accaduto? Il suo continuo avvalersi della facoltà di non rispondere per me è un’ammissione di colpevolezza».
La barca ritrovata racconta tanto di quella sera.
«Giovannino ha dichiarato che, mentre lui stava facendo i ricci, Davide era a bordo. A un certo punto Davide, essendo sotto l’effetto di stupefacenti, avrebbe inavvertitamente sganciato il tappo causando l’ingresso di acqua e l’affondamento. Il perito che ha analizzato l’imbarcazione, però, ha documentato che il tappo della barca è sigillato. Dunque, è stata fatta affondare diversamente e volontariamente».
Poco tempo prima della tragedia Giovannino avrebbe detto a tua madre: “Qualche giorno ammazzo tuo figlio”. Davide le avrebbe poi spiegato: “Ce l’ha con me perché sono stato al letto con la compagna”. Della pista passionale cosa pensi?
Secondo me la verità sta lì. L’ex compagna di Giovannino ha dichiarato di non essere mai stata con mio fratello. A me altre persone hanno riferito diversamente e Davide non aveva nessun motivo per mentire a mia madre sulla questione. Mio fratello poteva essere tutto fuorché bugiardo.



