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Il sassarese di 38 anni, Giovannino Pinna, sopravvissuto al naufragio dinanzi all'isola dell'Asinara avvenuto il 12 aprile 2023, è stato rinviato a giudizio per l'omicidio del cugino, Davide Calvia, deceduto durante quel tragico evento.
Oggi, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sassari, Sergio De Luca, ha accolto la richiesta del procuratore Armando Mammone e ha deciso di mandare a processo Pinna, il quale è accusato di aver ucciso Calvia deliberatamente e di aver poi inscenato la sua morte durante il presunto naufragio della barca su cui si trovavano entrambi i cugini.
Nonostante la sua assenza in aula, Pinna è difeso dall'avvocato Niccolò Vecchioni, proveniente dal Foro di Milano, e continua a dichiararsi innocente. Dall'altra parte, la famiglia della vittima si è costituita parte civile con l'assistenza legale dell'avvocato Marco Palmieri.
Il naufragio si era verificato tre anni fa, quando i due cugini avevano rubato una barca dal porto di Porto Torres, "per andare a pesca" nel golfo dell'Asinara secondo la testimonianza di Pinna. Quest'ultimo fu trovato 24 ore dopo il naufragio, in condizioni critiche e quasi congelato, su una spiaggia della Marina di Sorso.
Durante il suo racconto dei fatti, Pinna aveva sostenuto che la barca era affondata e che entrambi si erano gettati in acqua, che aveva tentato invano di soccorrere il cugino in difficoltà, ma che lo aveva visto scomparire sotto le onde senza poterlo salvare.
Il cadavere di Calvia fu recuperato 10 giorni dopo. Le indagini condotte dalla Capitaneria di Porto e dai Carabinieri di Porto Torres, insieme ai risultati dell'autopsia, avevano messo fortemente in discussione la versione fornita da Pinna. Infatti, la relazione medico-legale aveva evidenziato che la causa del decesso di Calvia non era annegamento, bensì una frattura alla rachide cervicale e molteplici traumi alla testa e al torace. Il processo avrà inizio il 13 ottobre.









